Trieste, ancora truffe: «Si è presentato come maresciallo, chiuso e chiamato Carabinieri»

Una telefonata inattesa, alcune domande personali e poi la dichiarazione dell’interlocutore di essere un maresciallo della Guardia di Finanza. È quanto racconta una cittadina che ha contattato Trieste Cafe chiedendo espressamente di rimanere anonima.
La donna riferisce di avere ricevuto la chiamata nel pomeriggio da un numero di cellulare che non conosceva. La redazione, per ragioni di prudenza e considerata anche la possibilità che il numero visualizzato possa non identificare necessariamente il reale autore della chiamata, non lo pubblica.
«Mi ha chiesto se fossi la signora Maria»
Secondo il racconto, l’interlocutore avrebbe inizialmente domandato se stesse parlando con una donna di nome Maria.
Alla risposta negativa, avrebbe quindi chiesto alla destinataria chi fosse. Una domanda che ha immediatamente insospettito la cittadina.
«Sei tu che mi stai chiamando, chi sei tu?», gli avrebbe risposto con decisione.
A quel punto, riferisce la donna, l’uomo si sarebbe qualificato come un maresciallo, parlando successivamente di una non meglio precisata associazione.
Il riferimento a un’associazione della Sardegna
L’interlocutore avrebbe cercato di rassicurarla, sostenendo che la propria identità o il motivo della telefonata potessero essere verificati.
Nel corso della conversazione sarebbe poi emerso il riferimento a un’associazione collegata alla Sardegna.
La cittadina, che precisa di non appartenere ad alcuna associazione e di non vivere in Sardegna, ha ritenuto la situazione ancora più sospetta e ha interrotto la telefonata.
La seconda chiamata e il contatto con i Carabinieri
Dopo avere spento temporaneamente il telefono, la donna racconta di avere trovato, alla riaccensione, un’altra chiamata ricevuta pochi minuti dopo la prima.
A quel punto ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri per segnalare quanto accaduto.
Secondo quanto riferito dalla cittadina, le sarebbero state fornite soprattutto indicazioni di prudenza, con la raccomandazione di contattare immediatamente le forze dell’ordine qualora qualcuno si fosse presentato alla sua porta.
Il racconto resta una segnalazione della cittadina
Non è possibile stabilire sulla base della sola telefonata se si sia effettivamente trattato di un tentativo di truffa, né verificare l’identità della persona che ha effettuato la chiamata.
La vicenda viene quindi riportata esclusivamente come segnalazione della cittadina, che ha deciso di renderla pubblica per invitare altre persone a prestare attenzione davanti a telefonate inaspettate nelle quali vengono richieste informazioni personali o vengono utilizzate qualifiche istituzionali.
In situazioni simili è sempre opportuno evitare di fornire dati personali, bancari o altre informazioni riservate e, in caso di dubbi, interrompere la conversazione e verificare autonomamente attraverso i recapiti ufficiali delle forze dell’ordine o dell’ente che l’interlocutore sostiene di rappresentare.
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