Trieste salpa sul ponte della Regal Princess: due giovani ufficiali portano il dialetto in mare aperto

Dal cuore del Golfo ai ponti della Regal Princess, il destino ha unito due giovani ufficiali di coperta triestini – Beatrice Cergol e Joey Stefani – a bordo della lussuosa nave da crociera del gruppo Carnival, una delle ammiraglie dei mari costruita nei cantieri di Fincantieri a Monfalcone.
Un incontro che ha il sapore delle storie migliori: inaspettato, autentico, profondamente simbolico. «Il mondo è grande, ma anche per mare è piccolo. Ci siamo casualmente ritrovati a lavorare insieme come colleghi», raccontano i due ufficiali a Trieste Cafe. La loro presenza sul ponte di comando è molto più di un lavoro: è un inno all’identità triestina, che salpa ogni giorno verso nuovi orizzonti.
Il dialetto triestino risuona a bordo: “Portiamo avanti le radici marinare della nostra città”
A bordo della Regal Princess, tra itinerari da sogno e una vita sospesa tra cielo e onde, Beatrice e Joey non dimenticano da dove vengono: «Parliamo in triestino e portiamo avanti il nome di Trieste anche per mare. Siamo quei pochi marittimi triestini che ancora oggi tengono vive le origini marinare della nostra città».
Tra saluti in dialetto, sorrisi in uniforme e momenti di lavoro intenso, i due ufficiali sono diventati un punto di riferimento non solo per l’equipaggio, ma anche per i passeggeri incuriositi da quella fierezza tutta giuliana.
⚓ Dalla costruzione a Monfalcone all’orgoglio triestino sul ponte di comando
Non è un caso che proprio la Regal Princess, nave tra le più eleganti e moderne della flotta Carnival, sia stata costruita nei cantieri di Fincantieri a Monfalcone, eccellenza dell’industria navale italiana. Che oggi, a bordo, ci siano due ufficiali triestini è quasi un cerchio che si chiude, una linea ideale che unisce progettazione, mare e tradizione.
Beatrice Cergol e Joey Stefani, con i loro sorrisi fieri e la professionalità che li contraddistingue, rappresentano la Trieste che viaggia, che lavora, che si fa conoscere nel mondo. E che, anche tra oceani lontani, non smette mai di parlare in dialetto.
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