Shock a La Spezia nel modulo per il vaccino anti-Covid: “Soggetti a rischio: omosessuali”
Ha dell’incredibile quanto è apparso sul modulo predisposto dall’ASL 5 di La Spezia per poter richiedere la vaccinazione anti-Covid. Tra le varie motivazioni per richiedere il vaccino, infatti, è possibile indicare di appartenere ad un gruppo a rischio: tossicodipendente, soggetto dedito alla prostituzione, oppure, incredibile ma vero, omosessuale. L’incredibile vicenda è stata resa nota dal consigliere regionale Ferruccio Sansa.
“Ci augureremmo che fosse un fake”, ha dichiarato Sansa. “Per questo abbiamo cercato di chiedere informazioni all'ASL5 ma con 13 telefonate senza risposta, compresi l'ufficio relazioni con il pubblico e il servizio covid-19. Finalmente l'ufficio igiene pubblica e vaccinazioni ci ha risposto: 'Sì, conosciamo quel foglio, ma non l'abbiamo fatto noi'".
Il direttore dell’ASL, Paolo Cavagnaro, si è immediatamente scusato: “Un chiaro errore, lo riconosciamo, per cui possiamo solo scusarci". E riguardo le possibili cause di questo incredibile sbaglio, ha dichiarato: "Come prima ipotesi ci sarebbe quella di aver ricalcato nell'elaborazione del modulo per il vaccino anti Covid un vecchio documento usato per le donazioni di sangue, quando ancora l’omosessualità era indicata tra i comportamenti a rischio. Nel caso verrà subito eliminato dai moduli”.
Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha poi cercato di far luce sulla situazione sui social, spiegando: “In merito all’incredibile e vergognosa inclusione degli omosessuali tra i “soggetti con fattori di rischio” per le priorità delle vaccinazioni, dopo una prima indagine interna della ASL 5 spezzina è emerso che l’errore deriva dal copia-incolla delle linee guida ministeriali. Ovviamente questo moltiplica lo sbaglio, certamente non lo cancella. Anzi. Altrettanto ovviamente consolida il mio giudizio circa la totale incapacità, insipienza, malafede e ottusità di certa opposizione in Regione Liguria, che pur di sparare fango non si premura di accertarsi e approfondire. E dire che di mestiere...”.
Un’amara e incredibile vicenda che, ancora una volta, ci ricorda che la strada da fare è lunga.
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