Morto dopo aver ingerito ovulo eroina, un indagato per omicidio: intercettazione della finanza di Trieste

Dopo più di tre anni, la procura di Ferrara ha chiuso le indagini per la morte di Solomon Okocha, imbianchino nigeriano di 33 anni, trovato morto l'11 marzo del 2020 a Monestirolo, sulla Statale Adriatica tra Ferrara e Bologna. Il suo decesso, si scoprì dopo, era dovuto alla rottura di uno degli ovuli di eroina che aveva ingerito e all'ostruzione meccanica che si era formata nello stomaco dove erano presenti altri 38 ovuli. Per gli inquirenti - l'indagine è stata condotta dai carabinieri, coordinati dalle sostitute procuratrici Barbara Cavallo e Isabella Cavallari - a dover rispondere della sua morte è Victor Chukwuyekwu Obileme, suo connazionale di 50 anni, residente a Ferrara e difeso dall'avvocato Giovanni Sorgato. L'accusa è di omicidio volontario aggravato, causato prima commissionando a Okocha il trasporto della droga da Torino a Ferrara, poi omettendo di attivare i soccorsi quando il 33enne iniziò a stare male, accusando dolori lancinanti e chiari sintomi di intossicazione da stupefacente, fino alla morte. In ogni caso, scrive la procura nell'atto di fine indagini, Obileme aveva accettato il rischio del decesso di Okocha. Obieme è indagato anche per aver organizzato il trasporto di stupefacenti usando Okocha come 'ovulatore'. Si parla di 466,34 grammi di eroina pura al 40,73% con tracce di codeina, morfina, monoacetilmorfina e acetilcodeina. La vicenda era emersa anche in un'intercettazione in una inchiesta della Guardia di finanza di Trieste - chiamata "Green Road" - sul traffico internazionale di droga: due persone intercettate parlavano proprio di un corriere deceduto durante un trasporto di droga. (ANSA). RED-NES ANSA
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