Monfalcone, il Tar respinge il ricorso del centro islamico: “legittima l’azione del Comune”

Il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal centro islamico Darus Salaam contro un provvedimento del Consiglio comunale di Monfalcone, dando nuovamente ragione all’amministrazione. La sentenza, emessa oggi, rappresenta un ulteriore passaggio nella vicenda che riguarda l’applicazione delle norme urbanistiche relative ai luoghi di culto.
Il pronunciamento è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Luca Fasan, insieme all’europarlamentare e consigliere delegato alla Sicurezza Anna Maria Cisint, all’assessore all’Urbanistica Antonio Garritani e all’avvocato patrocinante dell’ente Teresa Billiani, alla presenza anche di rappresentanti istituzionali e dirigenti comunali.
Fasan: “Sempre nel rispetto delle norme”
Il sindaco Luca Fasan ha sottolineato come l’ente abbia agito nel rispetto della legge: “L’ente si è sempre mosso per assicurare la legittimità e il rispetto delle norme e dei regolamenti”.
Nel dettaglio, il Consiglio comunale aveva approvato una delibera per chiarire l’interpretazione della normativa urbanistica relativa ai servizi e alle attrezzature collettive di interesse pubblico, escludendo le destinazioni d’uso di carattere privato, come quelle impiegate per le preghiere collettive.
Secondo quanto evidenziato dal primo cittadino, il Tar ha rilevato la mancanza di interesse del ricorrente, confermando quindi la correttezza delle decisioni adottate dal Comune.
Cisint: “Un percorso che fa giurisprudenza”
Sulla stessa linea l’onorevole Anna Maria Cisint, che ha definito la sentenza come parte di un percorso più ampio: “Si tratta dell’ennesima sentenza partita da Monfalcone che sta scrivendo la storia della giurisprudenza a livello nazionale”.
Cisint ha ricordato come il percorso sia iniziato durante il suo mandato da sindaco, sottolineando che le decisioni assunte mirano alla tutela dell’ordinamento e della legalità. “Il Tar ha nuovamente riconosciuto la correttezza della nostra azione”, ha aggiunto.
Garritani: “Ricorso senza presupposti”
L’assessore all’Urbanistica Antonio Garritani ha posto l’accento su un aspetto specifico della sentenza: “I giudici hanno rilevato l’assoluta mancanza di interesse dei ricorrenti”.
Un elemento che, secondo l’assessore, dimostrerebbe come l’azione legale sia stata portata avanti anche in assenza di presupposti concreti, respingendo così le critiche rivolte all’amministrazione.
Gli aspetti giuridici della decisione
A chiarire i contenuti tecnici del provvedimento è stata l’avvocato Teresa Billiani, che ha evidenziato la rilevanza della sentenza, trattandosi di un atto del Consiglio comunale e non di un provvedimento dirigenziale.
Nel merito, il Tar ha chiarito che, nelle zone residenziali, i servizi collettivi devono essere destinati esclusivamente a opere di interesse pubblico, come le scuole, escludendo quindi i luoghi utilizzati per la preghiera collettiva.
Una decisione che, secondo quanto illustrato, conferma quanto già previsto dal Piano regolatore e rafforza la posizione dell’amministrazione comunale.
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