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Cronaca

Trieste, Rebek contro i limiti alla movida: «Musica fino alle 23 in settimana, mezz’ora cambia tutto» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Rebek contro i limiti alla movida: «Musica fino alle 23 in settimana, mezz’ora cambia tutto» (VIDEO)

Basta parlare di “movida selvaggia” quando la discussione riguarda la possibilità di ascoltare musica fino alle 23 durante la settimana o fino alle due nel fine settimana. È la posizione molto netta espressa dall’opinionista Stefano Rebek durante la diretta “Verso la fine dell’estate”.

Un intervento acceso, nel quale Rebek ha difeso il diritto al riposo dei residenti ma ha chiesto contemporaneamente maggiore spazio per chi, terminata la giornata lavorativa, vuole vivere la città.

«Che movida è?»

Il punto di partenza dell’intervento è proprio il significato della parola “movida”.

«È ridicolo e mi fate sorridere quando usate questo termine. Ma movida de che? Qua si sta parlando di fare la musica in settimana fino alle 23. Che cavolo di movida è? Movida sono le quattro del mattino».

Rebek porta quindi un esempio concreto: quello di una persona che termina di lavorare alle 20, cena e vorrebbe successivamente bere qualcosa ascoltando musica.

«Se lavoro dalle 8 del mattino alle 20 di sera che chiudo il negozio, vado al ristorante, arrivo alle 20:30, mangio e sono le 10. Mi sposto con l’auto a bere un bicchiere e ascoltare un po’ di musica. Arrivo al locale alle 22:30 ed è chiuso».

Da qui la richiesta: «La musica in settimana deve andare fino alle 23».

«Mezz’ora cambia tutto»

Secondo Rebek, trenta minuti apparentemente marginali possono essere determinanti nell’organizzazione economica e sociale della serata.

«Il problema è che chi non capisce il mondo della notte spesso parla, invece mezz’ora cambia tutto».

L’opinionista chiarisce inoltre che la richiesta non sarebbe quella di trasformare Trieste in una città senza regole.

«Per quanto parliamo del venerdì e del sabato, nessuno chiede di fare le cinque del mattino».

Il ragionamento riguarda invece, secondo Rebek, la possibilità di prolungare moderatamente gli orari musicali.

«Posso uscire di sabato sera?»

La parte forse più significativa dell’intervento riguarda il superamento dell’associazione automatica tra vita notturna e comportamenti estremi.

«Non c’è solo il ragazzino pazzo ubriaco», osserva Rebek.

«C’è gente come me, come te, come chi ha lavorato tutto il giorno e anziché spararsi a casa guardando la signora Fletcher vuole bere uno spritz Aperol. Ma posso uscire di sabato sera dopo che ho lavorato tutta la settimana?».

Il nodo dei residenti

Rebek riconosce il tema del riposo, ma sottolinea che acquistare un’abitazione nel centro di una città comporta anche l’accettazione di alcune caratteristiche tipiche delle aree centrali.

«Se io compro in qualunque città, in centro città, una casa, non venirmi a dire che ti aspetti la pace e il gallo. Ti aspetti casino, il traffico di giorno».

La soluzione, per Rebek, passa quindi dall’equilibrio.

«Dobbiamo trovare un equilibrio tra la gente che vuole riposare, giustamente», ha affermato.

La posizione dell’opinionista è chiara: non eliminare regole e controlli, ma costruire una città nella quale il diritto al riposo possa convivere con quello di vivere la sera e con le esigenze economiche degli operatori.

Un’estate tra le migliori degli ultimi anni

Il giudizio complessivo di Rebek sull’offerta estiva triestina resta comunque molto positivo.

«Non c’è nulla che realmente manca a Trieste», aveva spiegato poco prima, citando serate a tema, eventi per giovani, cinema, teatro e musica classica.

«Per quanto riguarda gli eventi, io credo si possa definire una delle estati migliori degli ultimi anni».

Una promozione quasi completa, accompagnata da una richiesta che Rebek porta avanti da tempo: più spazi dedicati al ballo, possibilmente anche sul mare.

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