Furlan denuncia le aggressioni nella vigilanza privata: “Operatori lasciati soli” (VIDEO)

Nel corso della trasmissione dedicata alla sicurezza urbana a Trieste è emerso anche il problema delle aggressioni contro gli operatori della vigilanza privata impegnati quotidianamente nei servizi di controllo del territorio. Martin Furlan di Fesica Confsal ha parlato di episodi sempre più frequenti che coinvolgerebbero guardie giurate e addetti alla sicurezza.
Secondo quanto dichiarato durante la diretta, molti operatori si troverebbero a lavorare in situazioni di forte tensione senza avere strumenti adeguati per proteggersi o intervenire in maniera efficace.
Il caso degli autobus a Trieste
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Furlan ha riguardato proprio il servizio svolto sugli autobus cittadini. Durante la trasmissione ha definito quello del trasporto pubblico un “servizio delicatissimo”, spiegando che le aggressioni agli operatori sarebbero diventate un problema concreto.
Nel corso del suo intervento ha parlato di guardie isolate, strattonate e persino lanciate a terra mentre svolgono semplicemente il proprio lavoro. Una situazione che, secondo il rappresentante sindacale, dimostrerebbe quanto il clima sia diventato difficile anche per chi opera nel settore della sicurezza privata.
“Le mani sono legate”
Furlan ha spiegato che uno dei problemi principali sarebbe rappresentato dalla mancanza di tutele legislative e operative. Le guardie giurate, secondo quanto affermato durante la diretta, avrebbero principalmente funzioni di osservazione e segnalazione e non potrebbero intervenire direttamente come fanno le forze dell’ordine.
Questo porterebbe molti operatori a lavorare in condizioni di forte esposizione senza però avere la possibilità di agire concretamente nelle situazioni più rischiose. Nel corso del dibattito è stato sottolineato come il settore chieda da tempo un rafforzamento delle tutele sia dal punto di vista normativo sia da quello legale.
La questione degli appalti al ribasso
Altro tema affrontato durante la trasmissione riguarda gli stipendi e il sistema degli appalti. Furlan ha sostenuto che il comparto della vigilanza privata sarebbe fortemente penalizzato dagli “appalti al ribasso”, che finirebbero per incidere direttamente sulle condizioni lavorative degli operatori.
Secondo quanto dichiarato, il problema non riguarderebbe soltanto le guardie giurate ma l’intero mondo della sicurezza privata, compresi steward, addetti ai servizi di controllo e operatori antincendio.
“Più diritti ma anche più doveri”
Nel corso del confronto Furlan ha insistito sul fatto che gli operatori della sicurezza privata chiedano maggiori diritti ma anche maggiori responsabilità riconosciute dal punto di vista normativo. Secondo quanto affermato durante la diretta, il settore avrebbe bisogno di un cambiamento legislativo per poter operare in maniera più sicura e più chiara.
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