Una mano tesa a tutti gli operatori del terziario, non solamente a quelli associati, che le restrizioni e i blocchi legati alle misure di contenimento sanitario hanno portato spesso, sotto molteplici aspetti, a situazioni al limite della sostenibilità. Questo l’obiettivo di “Sportello Impresa”, iniziativa ideata dalla Confcommercio di Trieste che sarà attivata nei prossimi giorni e fruibile con una semplice telefonata allo 040/7707366 o scrivendo all’indirizzo mail sportelloimpresa@confcommerciotrieste.it
“Abbiamo definito questo progetto – spiega il presidente, Antonio Paoletti – sollecitati da innumerevoli aziende dei settori maggiormente colpiti dalla crisi che, oltre a pubblici esercizi, ristorazione, alberghi e comparto viaggi, ha intaccato non poco pure i poli della GDO, l’offerta commerciale di vicinato no food, i servizi alla persona, il segmento della cultura, alcune aree della filiera del caffè, su tutte le torrefazioni e, sia pure non trasversalmente, anche gli agenti di commercio.
E ’chiaro dunque - prosegue Paoletti - che, nell’attuale momento di crisi che mette a repentaglio, solo in Friuli Venezia Giulia, almeno 3mila aziende del settore, l’associazione di categoria debba e voglia essere un punto di riferimento ancor più presente e attivo per gli operatori economici per i quali, in questa fase, anche una difficoltà e un intoppo minimi possono rappresentare un problema serio se non insormontabile.
L’ attività di Sportello Impresa - dettaglia quindi il presidente di Confcommercio - si svilupperà dapprima nell’ascolto e nell’analisi della necessità evidenziata, per poi vagliare e condividere con l’interessato le soluzioni fruibili, utilizzando sia le competenze e le professionalità della nostra struttura, che la sua presenza presso organismi istituzionali e tavoli di lavoro nei quali si affronta e lavora sulle problematiche della categoria”.
Lo Sportello fornirà risposte e supporti a tutto campo, dall’accesso al credito, alla rateazione delle spese legate ai consumi correnti, a quelle relative a canoni di locazione e tributi locali, alle misure e agli strumenti normativi messi a disposizione delle imprese, ad altro ancora. Fra le opportunità, anche la risoluzione di eventuali problematiche dei dipendenti dell’azienda, grazie alla possibilità di attivare alcuni strumenti dedicati a tale scopo.
“L’auspicio è che Sportello Impresa - conclude Paoletti - possa apportare un contributo concreto alla ripartenza del mondo del terziario la quale, considerata la valenza del comparto in termini produttivi ed occupazionali, è elemento imprescindibile per una ripresa trasversale e solida dell’intero territorio”.
“L’iniziativa – spiega Guerrino Lanci, presidente della Federalberghi giuliana - rappresenta una preziosa opportunità anche per gli operatori del nostro settore ai quali, dopo il tracollo di fatturato del 2020 (tra il -70% e il -90% delle imprese che non hanno mai riaperto), ben difficilmente l’anno in corso regalerà grandi soddisfazioni, salvo una svolta della situazione sanitaria con il venir meno in toto delle restrizioni in essere. Da qui – sottolinea ancora il presidente di Federalberghi – l’urgenza del varo di azioni concrete e incisive se si vuole salvaguardare un comparto che, prima della pandemia, in FVG, contribuiva nella misura del 12% al Pil regionale e che, tralasciando l’indotto e i contratti a tempo determinato, dava lavoro in pianta stabile a oltre 40mila persone.
“Sportello Impresa – ha rilanciato quindi Federica Suban, presidente della Fipe provinciale (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) – sarà un prezioso punto di riferimento anche per il nostro settore, fortemente segnato dalle dinamiche negative (-50%), e in particolar modo, per le realtà produttive meno strutturate, molte delle quali micro-imprese, per le quali adempimenti burocratici, informazione sulle varie normative e sull’accesso a strumenti e misure, rappresentano un problema non da poco che, oltre a richiedere tempo, necessita di competenze adeguate
“Anche per la rete distributiva – ha premesso Elena Pellaschiar referente del Gruppo Commercio – la situazione è pesante considerato che si è assistito ad ammanchi medi del 30%, ma con punte ben maggiori in alcuni segmenti quale ad esempio quello degli abiti da cerimonia (-90%), sia nelle espressioni di vicinato che in quelle di ampia superficie. Pertanto - ha concluso Pellaschiar - anche per gli operatori del commercio sarà importante poter contare su uno strumento non solo in grado di dare risposte e soluzioni concrete e fruibili, ma soprattutto concepito in un’ottica di interventi che saranno modulati in base alle esigenze del singolo imprenditore”.