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Cronaca

Attacco del ministro croato ai 4 eurodeputati sulla rotta balcanica: «Comportamento deputati italiani da condannare»

Luca Marsi·

La delegazione di 4 eurodeputati italiani composta da Pietro Bartolo, Brando Benifei, Pierfrancesco Majorino e Alessandra Moretti (S&D), che si è recata a Sarajevo, Lipa e sul confine tra la Bosnia e la Croazia, ha dichiarato che, a pochi chilometri dal confine croato, è stata inseguita e poi bloccata dalle autorità locali. 

 

Il ministro dell’Interno, Davor Bozinovic, ha dichiarato in rappresentanza del governo di Zagabria che le parole degli eurodeputati socialisti sono una «provocazione, il comportamento dei quattro deputati italiani è da condannare anche perché era un evidente tentativo di screditare la reputazione della Croazia e di non rispettare le sue leggi».

 

Il governo di Zagabria sostiene che la delegazione invece che presentarsi al regolare valico di confine abbia percorso una delle rotte utilizzate dai migranti per attraversare la frontiera. La delegazione si aspettava «delle scuse per averci impedito di fare il nostro lavoro, non delle false accuse». La Croazia invece ha ora aperto un’inchiesta e si rivolgerà all’Europarlamento con l’accusa per la delegazione di aver svolto una «performance al confine, dato che nelle stesse ore era stato notato anche uno spostamento di un gruppo di migranti verso il punto dove gli eurodeputati avrebbero voluto entrare in Bosnia».

 

La visita degli eurodeputati, preparata e comunicata con largo anticipo, è stata totalmente documentata. Per questo la delegazione ha dichiarato di essere in possesso di «foto, audio e video che provano che siamo stati fermati quando eravamo ancora lontani dal confine, per impedire la nostra ispezione».

 

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