Juvo, triestino De Luca: «Per diventare campioni il talento non basta, bisogna lavorare ogni giorno» (VIDEO)

Il talento può aprire una porta, ma non basta per attraversare tutta la strada che porta a diventare campioni.
È uno dei messaggi più forti lanciati da Alessio De Luca durante il talk sportivo trasmesso in diretta da Trieste Cafe dalla Sagra de la Sardela nella pineta di Barcola, dove il judoka triestino ha raccontato il proprio percorso, le rinunce e il lavoro quotidiano necessario per provare a raggiungere il livello olimpico.
«Il talento può servire fino a un certo livello»
Alla domanda su cosa direbbe a un ragazzo che sogna di diventare campione ma pensa di non possedere abbastanza talento, De Luca ha risposto senza esitazioni.
«Il talento può servire fino a un certo livello», ha spiegato.
Secondo il judoka triestino, le qualità naturali rappresentano soltanto una parte del percorso. Senza disciplina, costanza e una volontà quotidiana di migliorarsi, anche il talento più evidente rischia di fermarsi.
«Se non ci metti il duro lavoro, la voglia di diventare campione e la voglia di vivere quello che fai ogni giorno, non puoi vivere solo di talento».
«Devi lavorare, lavorare, lavorare»
La frase utilizzata da De Luca sintetizza una filosofia sportiva costruita sull'allenamento.
«Devi lavorare, lavorare, lavorare».
Non c'è quindi spazio, nella sua visione, per l'idea secondo cui soltanto chi nasce con qualità eccezionali possa arrivare a ottenere soddisfazioni importanti.
«Anche il bambino che non sente il talento, se lavora, riesce a portarsi molte soddisfazioni», ha aggiunto.
Un percorso costruito lontano da casa
De Luca conosce bene il significato concreto di quelle parole.
Cinque anni fa ha scelto di trasferirsi a Torino per provare a trasformare il sogno sportivo in una prospettiva reale.
Una decisione che ha modificato profondamente la sua quotidianità e che gli ha permesso di allenarsi in un ambiente nel quale ha iniziato a percepire concretamente la possibilità di crescere fino ai massimi livelli.
«Lì ho iniziato a capire che potevo diventare qualcosa, potevo diventare un atleta più forte, un atleta migliore», ha raccontato.
Il lavoro continua anche fuori dall'Italia
Per raggiungere il livello internazionale, inoltre, non basta confrontarsi sempre con gli stessi avversari.
De Luca ha raccontato di essersi allenato anche in Azerbaijan, dove ha trascorso una settimana in un contesto completamente nuovo, e di avere programmato un periodo di preparazione in Spagna.
L'obiettivo è cercare continuamente avversari e situazioni differenti.
«Oltre alle gare, è importantissimo allenarsi per poi arrivare preparato nel momento in cui devi vincere», ha spiegato.
Il sogno olimpico come destinazione
Tutto questo lavoro guarda verso Los Angeles 2028.
De Luca ha chiarito durante la diretta che la qualificazione olimpica non rappresenta più soltanto un sogno astratto.
«L'obiettivo è concreto, sempre concreto».
Il percorso sarà durissimo, con una ranking internazionale da scalare e una concorrenza molto forte anche all'interno della stessa nazionale.
Ma il principio rimane lo stesso: lavorare più possibile per arrivare preparati quando conterà davvero.
Dal tatami della palestra fino a quello olimpico, per Alessio De Luca la formula non cambia: il talento aiuta, il lavoro decide quanto lontano si può arrivare.
DI SEGUITO IL VIDEO
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