Trieste a tavola unisce tre mondi: «Qui si incontrano cucina italiana, austro-ungarica e balcanica» (VIDEO)

La cucina può diventare una delle porte principali attraverso cui un turista scopre Trieste. Non soltanto perché offre piatti caratteristici, ma perché racconta in maniera immediata l'incontro tra culture differenti che caratterizza la città e il suo territorio.
A sottolinearlo è stato Andrea Vona, titolare di un affittacamere in piazza Garibaldi, intervenuto nel talk condotto da Luca Marsi alla Sagra de la Sardela insieme all'editrice Fabiana Romanutti e all'artista Johan Steven Chicue.
Trieste, una cucina costruita dall'incontro tra culture
Interpellato sul peso della gastronomia nell'esperienza di chi visita la città, Vona è partito proprio dalla particolare collocazione culturale di Trieste.
«Trieste è un territorio che di fatto unisce più culture», ha spiegato.
Una caratteristica che si ritrova direttamente nei piatti.
Secondo Vona, infatti, sul territorio si incontrano la tradizione italiana, quella austro-ungarica e le influenze provenienti dai Balcani.
Il turista può assaggiare la storia della città
Per chi arriva da fuori, questa mescolanza rappresenta un elemento distintivo.
La cucina non diventa dunque soltanto una pausa tra una visita e l'altra, ma una vera esperienza culturale.
Vona ha spiegato che il visitatore può fare esperienza di questo «tesoro» gastronomico e «gustare quelle che sono le varie differenze» caratteristiche delle diverse aree culturali che proprio a Trieste vengono messe in comunicazione.
Una descrizione che restituisce bene la particolarità della tavola triestina: difficile rinchiuderla dentro una sola tradizione perché la sua identità nasce proprio dall'incontro.
Turismo e gastronomia sempre più legati
Nel corso della diretta Vona aveva già raccontato come i suoi ospiti non chiedano soltanto informazioni sui luoghi più conosciuti.
Molti vogliono capire come si vive a Trieste e quali esperienze permettano di entrare maggiormente nella realtà locale.
La cucina rientra naturalmente in questo percorso.
Sedersi a tavola significa infatti entrare in contatto con quella stratificazione culturale che costituisce una delle caratteristiche della città.
Non una cucina unica, ma una città di confine
Il ragionamento assume una particolare forza proprio pensando alla storia di Trieste.
Vona non ha parlato di una tradizione gastronomica isolata, ma di cucine che entrano in relazione.
Italiano, austro-ungarico e balcanico diventano quindi tre riferimenti che convivono nello stesso territorio e che il visitatore può incontrare nel corso del proprio soggiorno.
È questa varietà a trasformare il cibo in un elemento potenzialmente decisivo anche nell'offerta turistica.
Mangiare per conoscere Trieste
La riflessione emersa alla Sagra de la Sardela mette quindi gastronomia e turismo sullo stesso percorso.
Visitare Trieste può significare guardare il mare, partecipare a un concerto, scoprire un luogo culturale, ma anche sedersi a tavola e comprendere perché in questa città tradizioni molto diverse siano riuscite a incontrarsi.
Una ricchezza che, secondo Vona, permette a chi arriva di vivere un'esperienza difficile da ritrovare altrove nella stessa forma.
DI SEGUITO IL VIDEO
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