Vaiolo scimmie, lo studio: "Due dosi di vaccino potrebbero non bastare"
ue dosi di vaccino contro il vaiolo delle scimmie potrebbero non conferire una sufficiente protezione dal virus e la capacità protettiva si abbassa ulteriormente se si riduce il dosaggio del vaccino. Tuttavia, i livelli di anticorpi si alzano ricorrendo a una terza dose. È questo il complesso quadro che emerge da uno studio condotto da ricercatori dell'Erasmus University Medical Center di Rotterdam pubblicato su medRxiv, piattaforma che rende disponibili gli studi prima della revisione da parte della comunità scientifica. Lo studio ha misurato la capacità del vaccino di stimolare la produzione di anticorpi neutralizzanti contro il virus del vaiolo delle scimmie scoprendo che, anche se la risposta immunitaria richiede tempo (fino a 4 settimane dopo la seconda dose), tutti i partecipanti allo studio avevano prodotto anticorpi neutralizzanti. La quantità di questi anticorpi, tuttavia, è risultata essere molto bassa. Ancora più basso (di 3,7 volte) è il livello di anticorpi con la riduzione della dose del vaccino. Ulteriori test hanno però riscontrato che una terza dose di vaccino, effettuata a un anno dal ciclo primario, è in grado di alzare di circa 2 volte il livello di anticorpi. I ricercatori precisano che a oggi non è noto quale sia il cosiddetto 'correlato di protezione', vale a dire il livello di anticorpi necessario a proteggere dall'infezione. Quindi è possibile che la quantità di anticorpi riscontrati nello studio conferisca comunque un'immunità sufficiente. Anche per questo i ricercatori sono cauti e auspicano la conduzione di ulteriori studi "per valutare ulteriormente l'efficacia del vaccino nelle popolazioni a rischio e determinare il correlato di protezione per questo patogeno emergente". (ANSA). Y76-VI
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