Energia. Ciriani (FdI/ECR): "La risposta dell’UE non può essere sempre un’altra tassa"

"Per qualsiasi problema, la soluzione ideologica della sinistra non può essere sempre e soltanto l'introduzione di una nuova tassa. Mentre famiglie e imprese cercano faticosamente di resistere alla morsa del caro energia, da quest’aula continua ad arrivare la solita, unica risposta" lo ha dichiarato l’eurodeputato Alessandro Ciriani nel suo intervento in sessione plenaria a Strasburgo, durante il dibattito sulla proposta di introduzione di una tassa sui superprofitti degli inquinatori. "Se da un lato possiamo essere d'accordo sul fatto che chi ricava guadagni eccezionali da una situazione di crisi debba essere chiamato a contribuire — ha proseguito Ciriani —, dall'altro, se chiediamo alle compagnie energetiche di assumersi una responsabilità, le istituzioni europee devono finalmente assumersi la propria. Non si può pretendere di contenere i prezzi al consumo mentre si continua a sovraccaricare la filiera produttiva con obblighi e direttive che rendono sempre più costoso produrre in Europa. Chiedere sacrifici ai cittadini lasciando intatte le scelte ideologiche che aggravano la vita di chi lavora è inaccettabile".
Nel corso del suo intervento, l'eurodeputato ha chiesto un netto cambio di rotta sulle politiche ambientali comunitarie: "Occorre rivedere radicalmente il sistema ETS e gli obblighi insostenibili derivanti dal Green Deal, prima che l’ostinazione nel difenderli mandi definitivamente sul lastrico l’economia europea. Nessun obiettivo politico può giustificare l’indifferenza delle istituzioni dinanzi a imprese che chiudono i battenti e a migliaia di posti di lavoro che si perdono". Indicando la strada per raggiungere una reale sovranità energetica e un calo strutturale delle bollette, Ciriani ha rimarcato la necessità di una piena neutralità tecnologica: "Per abbassare le bollette dobbiamo riconquistare un'autonomia energetica concreta, produrre di più all'interno dei nostri confini e dipendere meno dai paesi terzi. Per farlo servono tutte le fonti energetiche a disposizione: dalle rinnovabili al nucleare, fino alle fonti fossili. Basta demonizzarle per pura ideologia, rinunciando agli strumenti che possono garantire energia a prezzi accessibili a cittadini e industria".
"Non accettiamo lezioni sull’ambiente da chi considera la chiusura di una fabbrica come un successo della transizione ecologica - ha concluso Ciriani -. Se la produzione e le relative emissioni si trasferiscono semplicemente fuori dai confini dell'Unione, l’Europa perde lavoro e competitività, senza che il pianeta ne tragga alcun beneficio".
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