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Ucraina: Crosetto, Putin va fermato e costretto a negoziare

Luca Marsi·
 "Putin sta per lanciare l'attacco finale va fermato e costretto a negoziare". Lo ha detto in una intervista alla Stampa, il ministro della difesa Guido Crosetto. "I tank possono cambiare le sorti della guerra - aggiunge - noi forniremo sistemi anti-aerei ma le pressioni sulla Germania sono assurde, e' sbagliato intromettersi nel dibattito interno di altri Paesi". Crosetto riferendosi appunto all'impiego dei carri armati ha sottolineato di non essere "un tecnico di strategia militare. Quello che e' certo - ha affermato - e' che gli ucraini ne sono convinti". E sulle richieste fatte all'Italia dopo il vertice telefonico tra Biden, Macron, Scholz, Sunak e Meloni, Crosetto ha detto che "Non sono cambiate rispetto al passato: serve materiale di difesa aerea, per difendersi dai missili che si abbattono sull`Ucraina". Interpellato sul sesto decreto in preparazione in cui si dice ci siano anche armi di artiglieria e mezzi terrestri, il ministro ha detto che queste "Sono cose che ho letto sui giornali, ma nel decreto che stiamo scrivendo non ce n`e' traccia" ed ha ribadito di non poter "parlare del contenuto dei decreti emanati dal precedente governo. In quello che sara' approvato da questo, non sono previste armi di artiglieria". Il ministro ha poi sottolineato di non poter "fornire dettagli, ma il Parlamento, attraverso il Copasir, sara' sempre e puntualmente informato, come prevede la legge". E rispondendo ad una domanda sull'atteggiamento cauto della Germania, prima di dare il via libera, Crosetto ha detto che "Le pressioni internazionali che la Germania ha subito sono assurde. A differenza di quanto fanno alcuni politici con l`Italia, io non mi intrometto nel dibattito interno di altri Paesi. Ma non puo' sfuggire il dettaglio che il governo tedesco sia formato da una coalizione di partiti che in campagna elettorale avevano proposto una forte riduzione della spesa militare".
 
Il conflitto e' entrato in una fase diversa, "perche' la Russia - ha spiegato - ha cambiato atteggiamento. E' in arrivo una pesante campagna sul terreno e ci sono 300 mila soldati che la Russia sta formando per inviarli al fronte. L`Ucraina deve compensare la differenza numerica delle forze in campo. E' per questo che le loro richieste di sostegno militare sono aumentate. Fino a qualche settimana fa la richiesta era di mezzi di difesa anti missile, adesso il governo ucraino chiede anche carri armati". E ora, "La percezione delle opinioni pubbliche, non solo in Italia, e' che questa guerra sia all`origine della crisi economica, e cresce il rischio che ci sia qualcuno che dia la colpa all`Ucraina, spaccando i nostri Paesi. E' quello su cui punta Putin. C`e' un terreno su cui la Russia e la Cina hanno un vantaggio rispetto agli altri, specialmente alle nostre democrazie occidentali: non hanno delle opinioni pubbliche a cui rispondere. I governi democratici occidentali invece devono prendere decisioni che vanno sempre spiegate, condivise e accettate dall`opinione pubblica. E' il bello del consenso democratico. Ma in un momento di crisi questo puo' rappresentare un fattore di debolezza". Rispondendo poi alla domanda se l'unico modo per far vincere la guerra all`Ucraina e' un intervento militare della Nato, Crosetto ha detto: "Non si tratta di vincere la guerra, ma di far capire a Putin che non la puo' vincere lui e costringerlo a sedersi al tavolo della pace, perche' non c`e' alternativa alla trattativa diplomatica. Segnalo anche che e' importante ricordare che la Nato, formalmente, e' rimasta fuori dalla guerra proprio perche' non si e' voluto autorizzare il racconto 'Nato contro Russia'. Il gruppo che si incontra periodicamente a Ramstein ad esempio ha dentro Paesi Nato, la Ue e Paesi non Nato che appoggiano l`Ucraina. E non e' un caso che i russi cerchino di sfidare nazione per nazione chi appoggia l`Ucraina, Italia in testa". A proposito del rischio che a forza di consegnare armi all`Ucraina, l'Italia resti sguarnita da un punto di vista militare, Crosetto ha detto che come ministro della Difesa, "il mio compito e', appunto, quello di difendere il Paese e quindi posso dire che non si andra' mai oltre una soglia di rischio che possa intaccare la capacita' militare di difendere l`Italia. Siamo in grado di difenderci come due anni fa, non abbiamo intaccato la nostra capacita' difensiva a causa del conflitto in atto. Semmai lo abbiamo fatto per altri motivi. Chi si preoccupa oggi poteva preoccuparsi negli scorsi vent'anni quando non si e' investito a sufficienza nel settore della Difesa".(AGI) Mld 

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