Rcky Ottolino spiega la sfida dei dj a Barcolana: «In piazza devi leggere un pubblico vastissimo» (VIDEO)

Far ballare una piazza durante la Barcolana non significa semplicemente alzare il volume e scegliere una sequenza di brani. Dietro un dj set rivolto a un pubblico enorme, eterogeneo e in continuo movimento c'è un lavoro di lettura e adattamento molto più complesso.
A raccontarlo durante la diretta di Trieste Cafe è stato Ricky Ottolino, entrando nel cuore del lavoro del dj durante i grandi eventi.
La musica diventa un «magnete»
Secondo Stefano Rebek, durante la Barcolana palco e musica assumono una capacità di attrazione particolarmente forte.
«Quando metti un service grande o piccolo che sia, riesci a mettere un palco o un palchetto, dipende dallo spazio, e crei un magnete».
Il motivo è legato anche alla composizione del pubblico della Barcolana: accanto a chi conosce perfettamente Trieste ci sono migliaia di persone che arrivano da fuori e si muovono seguendo ciò che incontrano.
«Per la Barcolana vince la musica: sento bella musica, non conosco la città, aspetta, mi piace, vado là».
Un pubblico che può cambiare improvvisamente
Il passaggio più interessante riguarda proprio la differenza tra una serata tradizionale in un locale e un grande evento all'aperto.
In un locale, è stato osservato durante la trasmissione, il dj tende a conoscere il proprio pubblico di riferimento. Una piazza durante la Barcolana è invece molto più imprevedibile.
«In una piazza devi trovare il giusto equilibrio tra la coerenza con il format che stai facendo e le reazioni costanti di un pubblico così vasto e così misto che può cambiarti da un momento all'altro».
Il dj può trovarsi davanti persone di età molto diverse rispetto al pubblico immaginato inizialmente e deve essere capace di leggere ciò che accade.
Adattarsi senza perdere la propria identità
Il punto è riuscire ad adattare il dj set senza trasformarlo in qualcosa di completamente differente.
«Ti devi adattare, senza snaturare l'evento».
Una capacità che richiede esperienza, perché le reazioni della piazza possono suggerire di accelerare un determinato passaggio, modificare la progressione della serata o mantenere più a lungo una particolare atmosfera.
E la difficoltà aumenta con il passare delle ore.
«Far ballare mezz'oretta è una cosa, far ballare per tante ore non è per niente facile».
Quando l'obiettivo riesce, però, la soddisfazione diventa altrettanto grande: riuscire a coinvolgere una piazza per ore può rappresentare per un dj una delle esperienze professionalmente più gratificanti
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