Trieste, la lettera: «Meno entusiasmo per il turismo e più attenzione a chi vive qui»

«Sono contento che il sindaco, che ho votato, sia entusiasta del turismo. Ma pensi anche a come viviamo noi comuni mortali». È lo sfogo che un lettore affida a Trieste Cafe, rivolgendosi direttamente al sindaco e mettendo sul tavolo quello che, dal suo punto di vista, rappresenta il rovescio della medaglia della crescita turistica della città.
Una testimonianza dai toni molto critici, che concentra l'attenzione soprattutto su traffico e caos in città, difficoltà nel trovare abitazioni in affitto per le famiglie e aumento dei prezzi percepito nei locali e nei supermercati del centro.
«Affitti per le famiglie? Zero»
Uno dei temi sollevati con maggiore forza riguarda la casa.
«Caos in città, affitti per le famiglie zero», scrive il lettore, collegando la crescita del turismo alle difficoltà che, a suo giudizio, incontrano i residenti nella vita quotidiana.
Il messaggio non contesta il turismo in quanto tale. A emergere è piuttosto la richiesta di trovare un equilibrio tra una città sempre più attrattiva per chi arriva da fuori e le esigenze di chi a Trieste vive durante tutto l'anno.
Il nodo dei prezzi in centro
Nel mirino finiscono anche i costi sostenuti quotidianamente dai residenti. Il lettore parla di «prezzi nei bar, ristoranti e supermercati in centro folli».
Si tratta della percezione espressa dall'autore della segnalazione, che descrive una città nella quale, a suo giudizio, i benefici economici prodotti dal turismo non ricadrebbero allo stesso modo sull'intera popolazione.
«Il turismo va benissimo, anche se riempie le tasche sempre agli stessi», sostiene.
L'affondo rivolto al sindaco
La parte più dura del messaggio è indirizzata direttamente al primo cittadino.
Il lettore contesta quella che considera una distanza tra la quotidianità degli amministratori e quella dei cittadini, citando gli spostamenti, i parcheggi e la frequentazione del centro.
Parole volutamente provocatorie, attraverso le quali chiede all'amministrazione di osservare il fenomeno turistico anche dalla prospettiva dei residenti.
«Pensi ai triestini che l'hanno votata»
La conclusione sintetizza il senso dell'intero intervento: non una richiesta di fermare il turismo, ma di accompagnarne la crescita con maggiore attenzione alle conseguenze sulla vita quotidiana dei triestini.
«Meno entusiasmo e pensi ai triestini che l'hanno votata», conclude il lettore.
Una presa di posizione che porta nuovamente al centro un tema destinato a far discutere: come conciliare la crescita turistica di Trieste con casa, prezzi, mobilità e qualità della vita dei residenti.
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