Russia valuta il richiamo dei lavoratori immigrati 45-50enni
Il presidente del Consiglio per i diritti umani del Cremlino Valery Fadeyev ha proposto di prendere in considerazione la possibilità di aumentare a 45 o 50 anni l'età di richiamo dei lavoratori immigrati e di altri cittadini che sono arrivati in Russia e hanno ricevuto la cittadinanza russa. "La Costituzione dice che difendere la Patria è un dovere e una responsabilità del cittadino della Federazione Russa, senza fare alcuna differenza tra chi ha ricevuto la cittadinanza alla nascita e chi è stato naturalizzato. È necessario colmare questa lacuna giuridica e considerare la possibilità di aumentare l'età di chiamata per i cittadini naturalizzati a 45 o 50 anni", ha dichiarato Fadeyev domenica sul canale Telegram del Consiglio, citato da Interfax. La questione della mobilitazione è molto delicata per la società, e la richiesta di giustizia e trasparenza di questa procedura è estremamente alta, ha detto. Una delle lamentele più frequenti riguarda i lavoratori migranti e altri cittadini che sono arrivati in Russia e hanno ricevuto la cittadinanza russa. "Secondo la legge attuale, se hanno più di 27 anni, non possono essere chiamati per il servizio militare e non possono essere inclusi nella riserva", ha detto Fadeyev. Non si tratta di mobilitare immediatamente gli stranieri naturalizzati, perché sarebbe una discriminazione, ha detto. E ha fatto l'esemoio di Israele dove a un rimpatriato viene concesso un anno per ambientarsi, dopodiché viene chiamato a prestare servizio nell'Esercito. Il Consiglio per i diritti umani ha in programma di tenere presto consultazioni su questo tema con le commissioni competenti del Parlamento. (ANSA). LOG
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