Ospedale Maggiore, donazione per acquisto presìdi e ausili sanitari per pazienti oncologici
Anche durante l’emergenza sanitaria causata dal coronavirus non rallenta l’attenzione nei confronti delle persone affette da patologia tumorale. Grazie ad una importante donazione della Fondazione Benefica Alberto e Kathleen Casali, integrata da un contributo della LILT di Trieste, saranno acquistati presìdi e ausili sanitari di cui beneficeranno i pazienti in cura presso la SC Oncologia e la SC Centro Sociale Oncologico (CSO) - Oncologia Senologica e dell’Apparato riproduttivo Femminile (OSARF) dell’ospedale Maggiore di Trieste, che fanno capo all’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina.
D’intesa tra le responsabili dei due reparti, la dottoressa Alessandra Guglielmi e la dottoressa Rita Ceccherini, e la presidente di LILT Trieste, professoressa Bruna Scaggiante, la somma più rilevante della donazione sarà impiegata per l’acquisto di un’ulteriore cuffia per “scalp cooling”, che si aggiunge a quelle già in dotazione grazie ad un progetto a suo tempo promosso dall’Azienda sanitaria, proprio in collaborazione con LILT Trieste.
Si tratta del caschetto refrigerante che può consentire di ridurre la perdita dei capelli nei pazienti in trattamento chemioterapico.
I capelli – è stato ricordato nell’occasione - giocano infatti un ruolo molto rilevante nella sfera emozionale e nel modo in cui la persona si percepisce. È facile quindi che la perdita dei capelli, associata alle chemioterapie alopecizzanti, influisca negativamente sul benessere della persona e ne aumenti lo stress.
E proprio perché i capelli rappresentano un fattore importante e questo dispositivo non sempre può essere utile per i pazienti, le risorse saranno utilizzate anche per acquistare e/o sanificare parrucche, da mettere a disposizione gratuitamente delle donne in trattamento che ne abbiano bisogno, che potranno essere scelte e prenotate attraverso un E-book.
Grazie al sostegno di Fondazione e LILT saranno acquistate anche due sedie a rotelle per il trasporto dei malati all’interno dell’ospedale per i reparti di oncologia, 15 ossimetri e diverse centinaia di mascherine di protezione dal coronavirus.
Infine è stato stabilito che durante l’emergenza sanitaria saranno anche aiutatati pazienti in difficoltà economiche, in particolare per consentire loro di recarsi più agevolmente ai luoghi di cura, in attesa che i volontari LILT siano autorizzati a riprendere il trasporto gratuito.
Le responsabili dei due reparti di oncologia e la presidente LILT hanno espresso il loro più vivo apprezzamento per la sensibilità dimostrata anche in questa occasione dalla Fondazione, che continua a svolgere un ruolo di grande valenza sociale a vantaggio delle persone più fragili e delle situazioni di maggiore difficoltà.
La Fondazione Benefica Alberto e Kathleen Casali è stata istituita nel 1966 per volontà del Cavaliere del Lavoro Alberto Casali, persona molto sensibile verso i concittadini in difficoltà, e della consorte, signora Kathleen Casali, con lo scopo di soccorrere con aiuti in denaro famiglie e persone di nazionalità italiana in situazioni di disagio economico, domiciliati o residenti in Friuli Venezia Giulia, preferibilmente nella provincia di Trieste.
Negli anni di attività la Fondazione ha erogato oltre 8 milioni di euro mantenendosi sempre attiva e partecipe verso le esigenze della popolazione meno abbiente, secondo la volontà e gli obiettivi umanitari indicati dai suoi benemeriti fondatori.
La LILT è Ente pubblico su base associativa che opera senza fini di lucro sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e sotto la vigilanza del Ministero della Salute. Si articola in Unioni regionali delle Sezioni provinciali e ha come compito istituzionale primario la prevenzione oncologica.
L’impegno della LILT nella lotta contro i tumori si dispiega principalmente su tre fronti: la prevenzione primaria (stili e abitudini di vita), quella secondaria (promozione di una cultura della diagnosi precoce) e l’attenzione verso il malato, la sua famiglia, la riabilitazione e il reinserimento sociale. Costante e concreto l’impegno per favorire la ricerca scientifica, anche attraverso l’assegnazione di borse di studio per giovani laureati.
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