martedì 1 settembre 2026
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Mutilazioni genitali: Amref, Italia ospita 87mila donne escisse

Luca Marsi·
Mutilazioni genitali: Amref, Italia ospita 87mila donne escisse

La mutilazione genitale femminile (Mgf), o taglio, e' riconosciuta a livello internazionale come una violazione dei diritti umani. Oltre 200 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali e secondo i dati Unfpa nel 2024, quasi 4,4 milioni di ragazze - equivalenti a piu' di 12.000 al giorno - sono a rischio di subirle. Domani 6 febbraio si celebra la Giornata mondiale della tolleranza zero contro le mutilazioni genitali femminili, istituita dalle Nazioni Unite con l'obiettivo di sensibilizzare e intensificare gli sforzi per l'eliminazione di questa pratica. L'Africa e' il continente in cui il fenomeno e' piu' diffuso, con 91,5 milioni di ragazze di eta' superiore a 9 anni vittime di queste pratiche. Sebbene costituiscano un grave rischio per la salute e il benessere delle donne e delle bambine, in molte comunita' rappresentano un'usanza radicata nelle norme sociali tradizionali. "E' una pratica antica che si e' tramandata di generazione in generazione" racconta Awa Diallo, ex 'tagliatrice'. Nella comunita' di Awa, nel sud del Senegal, oltre il 40% delle ragazze e' sottoposta a Mgf praticata come segno di identita' culturale. Awa ora e' un'attivista contro le mutilazioni e fa parte dell'African led programme di cui Amref e' promotore. Oltre al Senegal, Amref e' impegnata nella lotta alle Mgf in Tanzania, Etiopia, Uganda, Malawi e in Kenya, dove, nella sola contea di Kajiado, dal 2009 ad oggi, l'azione di Amref ha permesso di diminuire del 24% le Mgf, e sono oltre 20.000 le ragazze direttamente e indirettamente protette da questa pratica. Per promuovere l'abbandono di questa pratica, sono necessari sforzi coordinati e sistematici, che devono coinvolgere intere comunita' e favorire il dialogo sociale, affrontando le esigenze di salute sessuale e riproduttiva delle donne e delle ragazze che ne subiscono le conseguenze. Amref, prosegue il comunicato, promuove un approccio basato su azioni di prevenzione e contrasto che integrino il contesto giuridico, i sistemi comunitari, l'educazione, i sistemi sanitari e la ricerca.I progetti di Amref prevedono azioni di empowerment, sensibilizzazione e mobilitazione delle comunita'. In alcune regioni la mutilazione identifica il momento in cui una ragazza e' pronta per il matrimonio, per questo uno degli obiettivi di Amref e' fornire gli strumenti affinche' le comunita' scelgano di intraprendere Riti di passaggio alternativi (Arp), senza alcuna forma di 'taglio'. Le mutilazioni genitali femminili sono una realta' concreta anche in Europa, dove oggi vivono piu' di 600.000 donne e ragazze che hanno subito le Mgf e altre 180.000 sono a rischio ogni anno (UNHCR). L'Italia, in particolare, e' uno dei Paesi che ospita il maggior numero di donne escisse - piu' di 87.000 - in conseguenza di un consistente flusso migratorio femminile proveniente da Paesi ad alta prevalenza di Mgf. "In Italia ogni giorno lavoriamo ispirandoci alle buone pratiche che nei Paesi africani Amref sta portando avanti - spiega Laura Gentile, Project Coordinator di Amref Italia - sul territorio italiano ci occupiamo non solo di formare e sensibilizzare servizi ed istituzioni, ma costruiamo con loro delle reti di azione con i membri delle comunita' legate a Paesi in cui la pratica delle Mgf e con le nuove generazioni, come con il Progetto Y-ACT, presente a Roma, Milano, Torino e Padova, dove sono gia' attive Reti di prevenzione e Contrasto alle Mgf". Cofinanziato dall'Unione Europea e con partner l'Associazione Le Reseau, il Conngi e l'Universita' Bicocca, il Progetto coinvolge attivamente i giovani con background migratorio e membri delle comunita' legate ai Paesi in cui le Mgf sono ancora diffuse, promuovendo cambiamenti culturali e sociali per porre fine alla violenza di genere e alle Mgf. "Crediamo infatti che per generare un cambiamento sia fondamentale ascoltare le comunita' che vivono in Italia e creare spazi di confronto. I giovani coinvolti nel Progetto sono i protagonisti,i promotori di azioni in prima persona perche' proprio da dentro le comunita' possa attivarsi e rafforzarsi il percorso di impegno ad abbandonare la pratica delle MGF e a promuovere l'empowerment femminile, contro ogni forma di violenza di genere" conclude Gentile. Domani 6 febbraio in occasione della Giornata mondiale della 'Tolleranza Zero' contro le Mgf, la Rete romana per la prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili ospitera' in Campidoglio una giornata di formazione: un workshop interregionale di formazione e scambio, alla presenza di istituzioni, enti e stakeholders locali e nazionali. (AGI)Sim

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