Trieste, prevenzione fin dai più piccoli. De Gavardo: «Bimbi sono i frutti più importanti da coltivare»
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La cultura della sicurezza deve cominciare fin dall’infanzia. È questo il principio espresso dall’assessore comunale alle politiche per la sicurezza Caterina De Gavardo, parlando delle attività che anche nel nuovo anno scolastico porteranno Polizia Locale e Protezione Civile nelle scuole di Trieste.
Durante l’intervista di Elisabetta Batic per “Un capo in B”, l’assessore ha insistito soprattutto sul valore della prevenzione rivolta ai più giovani.
«Bisogna assolutamente iniziare con i ragazzini»
«Bisogna assolutamente iniziare con i ragazzini giovani», ha affermato De Gavardo.
L’obiettivo non è attendere che si verifichi un problema, ma trasmettere in anticipo le conoscenze necessarie per prevenirlo o affrontarlo nel modo corretto.
Gli incontri riguardano i rischi del territorio, la sicurezza stradale e le situazioni di emergenza.
La prevenzione come investimento sul futuro
L’assessore ha utilizzato un’immagine particolarmente significativa.
I più piccoli, ha detto, sono «i più importanti frutti che vanno coltivati subito dall’inizio».
Un modo per sottolineare quanto la formazione ricevuta durante gli anni della scuola possa incidere sui comportamenti futuri.
Parlare di sicurezza ai bambini significa insegnare loro non soltanto ciò che non devono fare, ma anche come comportarsi quando si trovano davanti a una situazione potenzialmente rischiosa.
Protezione Civile nelle classi
«La Protezione Civile entra nelle scuole per parlare dei rischi del nostro territorio», ha spiegato De Gavardo.
Un’attività strettamente collegata alla prevenzione.
Conoscere le caratteristiche del territorio e comprendere come reagire durante un’emergenza diventa parte di un percorso educativo che punta a creare cittadini più consapevoli.
La Polizia Locale e l’educazione stradale
Parallelamente, la Polizia Locale concentra una parte importante del proprio lavoro sull’educazione stradale.
Gli operatori incontrano gli studenti per spiegare regole e comportamenti corretti, affrontando un tema destinato ad accompagnarli progressivamente nella loro autonomia quotidiana.
A questa attività si aggiungono percorsi dedicati all’autodifesa e, in alcune scuole, al contrasto del bullismo.
Imparare prima dell’emergenza
«Bisogna insegnare loro le situazioni di emergenza e come si può gestire», ha sottolineato l’assessore.
Il principio alla base del progetto è quindi quello di anticipare il problema attraverso la formazione.
Una cultura della prevenzione che non nasce quando scatta l’allarme, ma molto prima, sui banchi di scuola.
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