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Cronaca

Trieste, Brigida e Nunzia dal Pedocin: «Una volta c’erano più allegria e sicurezza in città» (VIDEO)

Luca Marsi·
Trieste, Brigida e Nunzia dal Pedocin: «Una volta c’erano più allegria e sicurezza in città» (VIDEO)

Trieste è diventata una città migliore o peggiore rispetto a quella di qualche decennio fa? È partita da questa domanda una delle discussioni più sentite della nuova puntata di “Un capo in B”, condotta da Luca Marsi dal Pedocin con Brigida, Nunzia, Concetta e Anna, detta Nanni.

Il confronto ha fatto emergere soprattutto un sentimento condiviso: la percezione di una città profondamente cambiata e, almeno sotto alcuni aspetti, meno serena rispetto al passato.

«Come turismo migliore, ma il resto...»

Alla domanda sul cambiamento di Trieste, il primo distinguo è arrivato immediatamente. Sul fronte turistico viene riconosciuta una crescita importante, ma il giudizio diventa molto più severo quando il discorso si sposta sulla vita quotidiana.

Nunzia ha ricordato la Trieste della propria giovinezza con parole molto nette: «Andavamo per tutto, venivamo a casa dal ballo a mezzanotte, si poteva. Era tutta un’allegria».

Brigida ha condiviso questa lettura. Alla domanda se, sotto questo profilo, si stesse meglio cinquant’anni fa, la risposta è stata immediata: «Sì, senz’altro».

Nunzia ha quindi aggiunto: «Era più allegria, più facile. Dieci anni fa già era differente. Adesso in poco tempo è peggiorato».

Il tema della sicurezza domina il confronto

Non si tratta soltanto di nostalgia. Durante la trasmissione il tema tornato con maggiore insistenza è stato quello della sicurezza, soprattutto nelle ore serali.

Concetta, che ha spiegato di vivere a Trieste da cinquant’anni pur non essendo originaria della città, ha raccontato di aver osservato «una differenza enorme» tra i primi anni trascorsi nel capoluogo e il presente.

«Pian piano un degrado sia dal punto di vista culturale, mi dispiace dirlo, sia dal punto di vista della pulizia della città e della sicurezza», ha osservato.

Una riflessione che non viene limitata esclusivamente a Trieste, ma inserita dalle ospiti in un cambiamento sociale più generale.

«Fino a dieci anni fa Trieste era molto più tranquilla»

Anche Anna ha posto l’accento sulla percezione della sicurezza.

«Fino a dieci anni fa era molto più sicura. Trieste era molto più tranquilla», ha spiegato. «Si poteva anche camminare di sera tardi. Oggi ti spaventa un po’ quando devi camminare di sera tardi, specialmente per le donne».

Una differenza che, secondo il suo racconto, si avverte soprattutto dopo il tramonto.

«Di giorno ci sono molte più persone e mi sento più sicura. C’è più gente, ma di sera no», ha sottolineato.

Brigida: «Vorrei poter camminare e andare in tutti i posti»

Quando Luca Marsi ha chiesto a Brigida quale fosse la cosa perduta negli ultimi venti o trent’anni che vorrebbe maggiormente recuperare, la risposta non ha riguardato monumenti, negozi o tradizioni.

«La sicurezza di poter camminare, di poter andare in tutti i posti come niente. Oggi come oggi non si può più», ha risposto.

Una frase che sintetizza il cuore del confronto: la richiesta di tornare a percepire lo spazio pubblico come un luogo nel quale muoversi liberamente e serenamente.

Il ricordo di una Trieste più semplice

Nel dialogo tra le quattro ospiti il passato non viene dipinto soltanto attraverso la sicurezza. Ricorrono anche parole come allegria, educazione, tranquillità e rapporto umano.

È il ritratto di una Trieste che nella memoria delle protagoniste appariva più semplice e immediata, ma soprattutto capace di offrire una maggiore sensazione di tranquillità.

La città contemporanea, allo stesso tempo, viene riconosciuta come più turistica, internazionale e frequentata. Una trasformazione giudicata positivamente sotto diversi aspetti, ma che secondo le ospiti dovrebbe procedere parallelamente a un recupero della qualità della vita quotidiana.

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