L'INCHIESTA - Agli italiani piace vedere gli altri accoppiarsi (piuttosto che farlo)
Boom social da parte di utenti italiani per i video “spy-cam”, ovvero video estrapolati dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, la cui pubblicazione è praticamente sempre vietata, in cui ignari protagonisti vengono filmati in situazioni più (di solito) o meno “scabrose” e compromettenti, con i video di rapporti sessuali a dominare la classifica di quelli più richiesti e visti dai fruitori di prodotti di questa tipologia.
Proprio per questa richiesta crescente che il fenomeno recentemente è finito sotto la lente d’ingrandimento della polizia postale, che con un’operazione andava avanti mesi ha sgominato una delle principali organizzazioni che si occupava della pubblicazione, tramite modico pagamento di una 20ina di euro, come pubblicato dai comunicati dalla stessa postale, di pezzi di video ripresi da telecamere di sorveglianza o addirittura il diretto accesso a diverse telecamera di sorveglianza, tra cui quelli di spogliatoi di piscine e palestre, peraltro anche frequentane da bimbi.
A parlare del fenomeno, un ex admin di una gruppo similare su Telegram, che, contattato dalla Redazione, ha spiegato la dinamica di questa tipologia di video e fatto un po’ più di chiarezza sull’operazione posta in essere qualche mese fa dalla postale: “Nel gruppo Spycam– riferisce il giovane, che ha richiesto l’anonimato – è nato nel 2021, c’era anche un uno degli ex admin del gruppo similare, fuoriuscito per poi creare con altri questo. Il boom è stato immediato da quanto risulta, con cifre estremamente importanti e un tam tam social piuttosto rilevante, basti pensare che l’admin fatturava in media 1500€ al giorno .Nel frattempo però il tutto è finito sotto inchiesta, che ha portato ad una decina di arresti e denunce oltre che a numero perquisizioni tra fondatori, ex admin e admin che nel momento degli arresti stavano gestendo il tutto”.
“La verità – continua il contatto – è che alla gente piace vedere e gode nel vedere altre persone in momenti di intimità mentre fanno sesso, c’è un senso sfrenato di voyerismo. E’ uno dei settori più richiesti, specie l’accesso alle telecamere perché al voyerismo si somma pure il senso del proibito di accedere a delle strumentazioni assolutamente vietate, questo fa aumentare il senso del godimento di molti italiani. Va infatti detto che la gran parte di quelli che compravano questi pacchetti erano italiani – se non altro perché tutta la presentazione era fatta solamente in lingua italiana senza alcun traduzione in nessuna altra lingua. Da quello che abbiamo saputo da alcuni ex admin, peraltro, nonostante il monte video fosse estremamente numerosi e vario, da parti di tanti c’era ala continua richiesta di video nuovi, richieste che evidentemente non erano così semplice evadere vis a la difficoltà di reperimento di tali video.
“Invece - conclude - l’accesso alle telecamere, nonostante l’utente dovesse sborsare ulteriori soldi oltre a quelli già dati all’atto dell’iscrizione, è sempre stato molto apprezzato, specie in quei locali dove l’utente poteva effettivamente far sprigionare il proprio lato voyeuristico, vedi appunto gli spogliatoi, dove l’utente in presso che qualunque momento poteva trovare in diretta materiale che soddisfacesse le esigenze dell’utente. Ben diverso il discorso delle camere da letto, dove sì la quasi totalità dei video registrati era realizzato,, ma era ben difficile riuscire a collegarsi in quei minuti dedicati alle persone filmate all’intimità”.
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