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Segnalazioni

Dai neutrini la risposta al perché siamo fatti di materia

Luca Marsi·

Studiare la natura dei neutrini, che sono tra le particelle più sfuggenti dell'universo, per capire perché siamo fatti di materia: è questo l'obiettivo ambizioso dell'esperimento internazionale Dune (Deep Underground Neutrino Experiment), in programma tra circa 10 anni e al quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (infn). Se ne è parlato nella Conferenza Internazionale della Fisica delle Alte Energie (Ichep) in corso a Bologna. "Dune sarà l'esperimento che potrà rispondere a molte domande ancora aperte sui neutrini" e chiarire, per esempio, "perché l'universo è fatto di materia e non di antimateria", ha detto all'ANSA Alessandra Tonazzo, dell'Università francese Paris-Diderot, che fa parte della rete di oltre 1.000 ricercatori coinvolta in Dune. L'esperimento, attualmente in costruzione, consiste in un acceleratore di particelle che si trova nell'americano Fermi National Accelerator Laboratory, capace di produrre i più intensi fasci di neutrini al mondo. Due rilevatori, uno nei pressi della sorgente e uno posto a 1.300 chilometri di distanza, dovranno invece catturare, come un 'retino', parte dei neutrini. I cambiamenti che i neutrini subiscono durante il percorso (chiamati oscillazioni) potranno fornire preziosissime informazioni sulle loro caratteristiche. "Un esperimento su cui ci sono molte aspettative e fornirà informazioni preziose", ha aggiunto Tonazzo. "Parallelamente agli aspetti scientifici, un aspetto molto interessante sono le sfide tecnologiche che si stanno affrontando, frutto di grande collaborazione internazionale e multidisciplinare e che permetterà anche molte ricadute per tecnologie applicative".

(ANSA). Y28-BG 

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