mercoledì 14 ottobre 2026
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Segnalazioni

Codacons: “I cittadini dicono basta ai medici-vip! Si danneggia la credibilità della professione”

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Codacons

Non bastava la notizia riguardante un noto virologo televisivo, arruolato come testimonial di una nota sartoria dopo l’exploit televisivo dell’epoca-Covid: ora, ai cittadini italiani, capita in sorte anche l’intervista esclusiva (“In montagna con il virologo”) con un altro notissimo medico nostrano, inserita in uno scaffale di analoghi approfondimenti sui personaggi dello spettacolo e della pubblicità. Nessuno se ne stupisce, il che fa ancora più paura: fa impressione rilevare l’assoluta normalità con cui ormai tali contenuti – che trasformando il medico in una sorta di VIP, varcando senza mezze misure il confine dell’intrattenimento e dell’immagine, compromettono irrimediabilmente la credibilità della figura professionale – vengono pubblicati e anzi ampiamente pubblicizzati. 
 
I cittadini italiani, però, non ne possono più dei medici-VIP, di virologi-star, di esperti trasformati in celebrità e osannati a ogni sospiro: per quanto imposti ai loro occhi dai palinsesti televisivi e mediali a ogni ora del giorno e della notte, o forse proprio per questo, non mancano di farlo presente in tutti i modi. Hanno perfettamente ragione: hanno diritto a un’informazione sanitaria terza ed estranea a ogni influenza esterna, non legata al mondo dell’intrattenimento o – come nel caso citato in apertura – della pubblicità, capace di esprimere la propria opinione senza alcun condizionamento e senza l’idea di un qualsiasi “ritorno”, anche solo di celebrità.
 
Torniamo a ribadire le domande di qualche giorno fa, visto che i fatti ripropongono la stessa questione. Come si può aver fiducia di un medico che più parla e più accresce il valore della propria immagine? È questo il percorso che si intende seguire per restituire credibilità alla figura, troppo spesso contestata e messa in discussione, del medico? L’Ordine dei Medici non ha niente da dire al riguardo?
A queste domande, e ad altre simili, occorre dare risposta: oppure, sarà necessario procedere nelle sedi opportune per fare in modo che i principi di buon senso e le regole deontologiche di ogni tempo trovino il giusto riconoscimento.

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