Emergenza caldo, Massolino: «Servono più alberi e suolo permeabile, non altro cemento»

Nel pieno di un’estate caratterizzata da ripetute ondate di caldo, Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, rilancia il tema della perdita di verde urbano e del consumo di suolo, chiedendo a Regione e Comuni di verificare se le proprie scelte siano coerenti con gli obiettivi europei sul ripristino della natura.
L’intervento riprende l’allarme sollevato dal Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste e punta direttamente sul rapporto tra aumento delle temperature, copertura arborea e impermeabilizzazione del territorio.
«Mentre questa estate ci sfianca con ondate di calore senza precedenti, nella nostra regione continua la perdita di suolo e di patrimonio arboreo», afferma Massolino.
«Proprio ora servirebbero più alberi»
La critica parte da quella che la consigliera definisce una contraddizione.
«Proprio quando servirebbero più alberi, più ombra e più suolo permeabile, si continuano a progettare interventi che vanno nella direzione opposta».
Secondo Massolino, il verde urbano non dovrebbe più essere considerato soltanto un elemento estetico, ma uno strumento concreto per affrontare gli effetti delle temperature elevate.
Il richiamo al Regolamento europeo
Il punto politico centrale riguarda il Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura, richiamato nel comunicato.
«Non è più solo una scelta politica su quanto verde debba avere una città», sottolinea Massolino.
Secondo quanto evidenziato dalla consigliera, l’Europa ha fissato l’obiettivo di evitare fino al 2030 una perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea, prevedendone successivamente un incremento.
«È un cambio di paradigma: il verde urbano è una vera infrastruttura di adattamento climatico».
Il Piano nazionale di ripristino della natura
Massolino richiama anche il percorso che dovrà portare l’Italia alla predisposizione del Piano nazionale di ripristino della natura.
È proprio in questa fase, secondo la consigliera, che Regioni e Comuni dovrebbero iniziare a verificare la compatibilità delle proprie scelte urbanistiche con gli obiettivi europei.
«Non possiamo arrivare al 2030 scoprendo di aver continuato a perdere verde», afferma.
Massolino ricorda inoltre di aver già presentato un’interrogazione sul contributo che il Friuli Venezia Giulia dovrà fornire in questo percorso.
«Persi circa 99 ettari di verde»
Nel comunicato vengono richiamati anche i dati dell’ultimo rapporto ISPRA-SNPA.
Secondo quanto riportato da Massolino, nel biennio 2023-2024 il Friuli Venezia Giulia avrebbe perso circa 99 ettari di verde in 53 Comuni.
«Numeri che dovrebbero imporre una svolta», commenta.
La consigliera critica quindi abbattimenti, nuove impermeabilizzazioni e trasformazioni di aree verdi in parcheggi, indicando queste scelte come esempi di una politica che considera non adeguata alle nuove esigenze climatiche.
Alberi contro l’isola di calore
Massolino insiste sui benefici attribuiti al verde urbano.
Secondo la sua analisi, alberi e superfici permeabili possono contribuire alla riduzione delle temperature, alla gestione dell’acqua durante gli eventi meteorologici intensi e alla qualità dell’aria.
Particolare attenzione viene posta alle aree urbane maggiormente colpite dal fenomeno dell’isola di calore.
«Alberi e suolo permeabile sono strumenti concreti di adattamento», sottolinea.
Un Piano per le infrastrutture verdi
Massolino valuta positivamente l’accoglimento di un ordine del giorno che impegna la Regione a inserire nella strategia climatica un Piano per le infrastrutture verdi.
Tra gli obiettivi indicati ci sono il potenziamento dei vivai, il sostegno ai Comuni e la predisposizione di linee guida che tengano conto delle competenze scientifiche, della biodiversità e della permeabilità dei suoli.
La consigliera annuncia però che il tema resterà sotto osservazione.
«Vigileremo perché questi impegni diventino interventi concreti».
«La crisi climatica la stiamo vivendo oggi»
La conclusione riporta il confronto direttamente alle temperature di queste settimane.
«La crisi climatica non è astratta, la stiamo vivendo oggi, nelle nostre città», afferma Massolino.
Il messaggio rivolto a Regione e amministrazioni locali è quindi quello di passare rapidamente dalle dichiarazioni agli interventi, considerando alberature, suolo permeabile e infrastrutture verdi una parte strutturale delle politiche urbane.
Per Massolino, la domanda è ormai inevitabile: in un territorio alle prese con estati sempre più calde, ha ancora senso continuare a ridurre gli spazi verdi proprio quando diventano più preziosi?
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