Cassazione: "Anche per Testimoni di Geova luoghi culto siano esenti da tasse"
La "libertà religiosa è garantita anche da un trattamento tributario imparziale da parte della pubblica amministrazione, senza fare discriminazioni tra una religione e l'altra". Con quattro sentenze, il 23 maggio la Corte di Cassazione si è pronunciata sul diritto all'esenzione dalla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) per i luoghi di culto dei Testimoni di Geova (Sale del Regno), mettendo fine così a dei contenziosi pendenti da diversi anni con i Comuni di Trescore Balneario e di Sulmona.
Lo rende noto la Congregazione in un comunicato.
"Nei precedenti gradi di giudizio le amministrazioni comunali avevano sostenuto che era legittimo favorire le confessioni religiose che hanno stipulato l'Intesa con lo Stato prevista dall'art. 8 comma 3 della Costituzione. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado avevano confermato tale posizione negando l'agevolazione per la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, proprio per la mancanza dell'Intesa: un trattamento discriminatorio che la quinta Sezione civile della Corte di Cassazione ha ora corretto". Accogliendo i ricorsi della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, la Suprema Corte ha chiarito che "la confessione religiosa non ha necessità di un riconoscimento per qualificarsi tale, né di stipulare un'intesa con lo Stato", e che "nel nostro ordinamento caratterizzato dal principio di laicità ... non è in sé stessa la stipulazione dell'intesa a consentire la realizzazione dell'eguaglianza tra le confessioni".
Commentando le sentenze, l'avvocato Caterina Corrado Oliva, dello studio Uckmar, che ha seguito la vicenda, ha detto: "La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova chiarendo per la prima volta che il riconoscimento dell'esenzione Tarsu per i luoghi di culto non può essere limitato alle sole confessioni religiose che abbiano stipulato un'intesa con lo Stato italiano ai sensi dell'art. 8, comma 3, Cost. Una tale limitazione, affermata invece dalla sentenza di appello (che è stata cassata), sarebbe discriminatoria rispetto alla libertà di culto e al principio di uguaglianza tra le confessioni religiose garantiti dalla Costituzione". Le sentenze della Cassazione, ricorda la Congregazione, hanno un "immediato effetto pratico per le confessioni senza Intesa che sono state sino ad oggi discriminate da alcune amministrazioni italiane: per godere dell'agevolazione fiscale, basterà la dichiarazione dell'effettiva destinazione a culto dell'immobile".
(ANSA). COM-VN
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