Marcinelle (FI): “Lavoro e sacrificio sono eredità dei nostri emigrati”

“C’è una data che, tra le altre, continua a segnare la memoria dell’emigrazione friulana e italiana: l’8 agosto 1956. Nel settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, nella miniera di Bois du Cazier, il ricordo dei 262 minatori che persero la vita, tra cui 136 italiani e sette corregionali del Friuli Venezia Giulia, richiama una storia di lavoro, sacrificio e dignità che appartiene anche alla nostra regione”.
Così, in una nota, il gruppo consiliare regionale di Forza Italia rende omaggio alle vittime di una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana, parte della memoria collettiva di una terra che ha visto migliaia di uomini e donne lasciare la propria casa per costruirsi un futuro con il lavoro.
“I nostri emigranti - affermano Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco - non chiedevano privilegi. Partivano con una valigia carica di speranze e con la consapevolezza che soltanto il lavoro, il sacrificio e il rispetto delle regole avrebbero consentito loro di costruirsi una vita migliore. Hanno saputo farsi apprezzare per la loro serietà, per l’affidabilità, per la capacità di integrarsi nelle comunità che li hanno accolti senza rinunciare alla propria identità”.
Secondo gli azzurri, “questo patrimonio di valori conserva ancora oggi una straordinaria attualità. Marcinelle ci ricorda che la dignità del lavoro non è uno slogan. È il fondamento della crescita personale e della coesione sociale. I nostri corregionali hanno contribuito allo sviluppo di interi Paesi con il loro impegno quotidiano, guadagnandosi il rispetto attraverso il merito, la responsabilità e il senso del dovere. È un’eredità morale che il Friuli Venezia Giulia ha il dovere di custodire e trasmettere”.
Forza Italia richiama inoltre l’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro, tema che proprio dalla tragedia di Marcinelle ha ricevuto una spinta decisiva sul piano della consapevolezza pubblica: “Ricordare quei lavoratori significa anche riconoscere il valore di una generazione che, con disciplina, fatica e dignità, ha dato prestigio al nome del Friuli Venezia Giulia nel mondo”, conclude la nota.
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