Trieste blindata ai confini: arrivano 59 nuove unità alla Polizia di frontiera, Roberti: “rafforziamo i controlli”

Trieste torna al centro del dispositivo nazionale di sicurezza. Nel periodo gennaio-marzo 2026 è previsto un rafforzamento significativo degli organici della Polizia di Stato, con un incremento che riguarda direttamente la città e, in particolare, la sua posizione strategica sul fronte dei controlli transfrontalieri.
A comunicarlo è l’assessore regionale alla Sicurezza e all’immigrazione del Friuli Venezia Giulia Pierpaolo Roberti, dopo aver ricevuto il Piano nazionale degli incrementi del personale della Polizia di Stato relativo al primo trimestre del 2026.
59 nuove unità per la frontiera: Trieste potenziata come presidio nazionale
Il dato più rilevante riguarda la Polizia di frontiera a Trieste, che vedrà l’assegnazione di 59 tra agenti e ispettori. Un aumento che, per numeri e destinazione, evidenzia la centralità del capoluogo giuliano nella gestione della sicurezza lungo i confini e nel monitoraggio dei flussi.
Accanto a questo, sono previsti rinforzi anche in altri settori chiave per la città: cinque unità in più alla Questura, quattro alla Polizia stradale, cinque alla Polizia postale e cinque alla Scuola di Polizia, a conferma di un intervento che mira a consolidare più livelli di presenza sul territorio.
Il quadro regionale: 124 uomini in più sulla frontiera in Fvg
Il piano, però, non riguarda solo Trieste. Il potenziamento complessivo della Polizia di frontiera in regione sarà di 124 unità tra agenti e ispettori, grazie anche alle 44 assegnazioni aggiuntive a Gorizia e alle 21 a Udine.
Numeri che, secondo Roberti, rappresentano “un potenziamento di grande rilievo” destinato a tradursi non solo nel rafforzamento dei controlli ai confini, ma anche in un presidio più diffuso e incisivo in tutta la regione.
Roberti: “Friuli Venezia Giulia strategico per la sicurezza nazionale”
Nelle dichiarazioni dell’assessore regionale emerge un passaggio politico preciso: l’attenzione dedicata alla Polizia di frontiera viene letta come un riconoscimento della “strategicità” del Friuli Venezia Giulia, e di Trieste in particolare, in un quadro che travalica la dimensione locale.
Roberti sottolinea anche che l’incremento sarebbe frutto di “un confronto costante” e di una “stretta collaborazione” tra Regione e Ministero dell’Interno, parlando di un segnale concreto di attenzione ai livelli di sicurezza lungo le frontiere.
Schengen e controlli: “scelta confermata”
Nel ragionamento dell’assessore entra anche un altro tema destinato a far discutere: la conferma della scelta di proseguire con la sospensione dell’accordo di Schengen, sostenuta anche dalla Regione. Una misura che, secondo Roberti, avrebbe continuato a produrre “effetti positivi” anche nel 2025.
Il messaggio politico è chiaro: più uomini e più controlli, con Trieste vista come uno snodo operativo in cui la frontiera non è un dettaglio geografico, ma un nodo strutturale della sicurezza nazionale.
Ringraziamenti al Viminale e nuove assegnazioni in arrivo a giugno
In chiusura Roberti ringrazia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Nicola Molteni, ricordando inoltre che le Scuole di Polizia stanno lavorando “a pieno regime”: già dal prossimo giugno, nuove assegnazioni dovrebbero contribuire a rafforzare ulteriormente organici e presidio del territorio.
Una prospettiva che, almeno sulla carta, punta a consolidare Trieste come una città sempre più presidiata, soprattutto nei punti sensibili legati ai confini.
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