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Scontro sulle case Ater in Consiglio Fvg. "Un alloggio su cinque è sfitto" ma Amirante replica "investiti 270 milioni"

redazione·
Scontro sulle case Ater in Consiglio Fvg. "Un alloggio su cinque è sfitto" ma  Amirante replica "investiti 270 milioni"

Il tema della gestione degli alloggi Ater non assegnati, l'accesso alla casa per studenti e lavoratori, il ruolo delle agenzie sociali per l'abitare e la necessità di una visione più innovativa rispetto a quella proposta dal provvedimento, sono stati al centro degli ultimi quattro interventi dei consiglieri regionali - Enrico Bullian (Pat-Civ) e i dem Roberto Cosolini, Manuela Celotti e Diego Moretti - nella discussione generale del ddl sulle politiche abitative, che si è chiusa con l'intervento dell'assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante. Bullian ha puntato l'attenzione sull'elevato numero di alloggi pubblici non locati, in particolare nelle province di Trieste e Gorizia, sottolineando "la necessità di migliorare l'efficienza gestionale delle Ater. Sapere che un alloggio ogni cinque non viene utilizzato e che i tempi di riassegnazione superano i quattro anni e mezzo pone una questione specifica che richiede un intervento prioritario". Per Cosolini, il testo rappresenta "una base di partenza ma non ancora una risposta adeguata alle nuove dinamiche del mercato abitativo". Il consigliere ha richiamato soprattutto il tema dell'alloggio per gli studenti universitari. "Il diritto alla casa è diventato un fattore decisivo per l'attrattività delle università della regione. Oggi il costo delle abitazioni rischia di compromettere questa capacità attrattiva".

Anche Celotti ha giudicato insufficiente la portata della riforma, auspicando un vero piano straordinario sull'abitare. "Cinquemila alloggi pubblici sfitti e oltre 170 mila abitazioni private non utilizzate - ha sottolineato Celotti - richiedono una strategia molto più ambiziosa. Questa legge aggiorna il sistema, ma non affronta fino in fondo le questioni politiche più urgenti". Critico pure Moretti, che ha riconosciuto il valore dell'impianto normativo del 2016 ma ha evidenziato "una mancanza di innovazione nell'attuale revisione. Potevamo sfruttare questa occasione per un aggiornamento più coraggioso. Vediamo poca innovazione e alcune questioni fondamentali, dal coordinamento territoriale alla governance delle Ater, meritavano maggiore attenzione". Nelle conclusioni del dibattito generale, Amirante ha difeso l'impianto del disegno di legge, sottolineando come "il provvedimento rappresenti solo uno degli strumenti di una strategia più ampia che comprende anche la revisione della normativa urbanistica regionale".

L'assessore ha evidenziato i tre pilastri della nuova impostazione: "il diritto all'abitare, la rigenerazione urbana e il rafforzamento del concetto di città pubblica, nella quale l'edilizia residenziale torna a essere un elemento strutturale della pianificazione territoriale". Rispondendo alle richieste di un piano straordinario sull'emergenza abitativa, Amirante ha ricordato gli ingenti investimenti già stanziati dalla Regione per il sistema Ater e per il recupero degli alloggi sfitti. "Dal 2019 al 2026 - ha ricordato - abbiamo destinato alle Ater 270 milioni di euro, credo che questo possa essere definito un piano straordinario". Sul tema della sovvenzionata - ha concluso Amirante - abbiamo previsto con questa legge la possibilità che il patrimonio delle Ater e dei Comuni in edilizia sovvenzionata possa essere trasformate in convenzionata in modo da poter dare risposte al bisogno della cosiddetta fascia grigia, che non rientra nei requisiti dell'edilizia sovvenzionata ma fatica ad accedere al mercato privato, dei lavoratori con contratto sul territorio regionale, senza essere residenti, e degli studenti.

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