FVG Pride, Presidente: «Clima ostile e discriminazione, il 3 ottobre torniamo in piazza» (VIDEO)
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A pochi giorni dall’FVG Pride del 3 ottobre a Udine, Alice Chiaruttini e Ambra Canciani rilanciano le rivendicazioni della manifestazione e descrivono come ancora insufficiente, dal loro punto di vista, la situazione in Friuli Venezia Giulia per la comunità LGBTQIA+.
Intervenute nella diretta di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi insieme al presidente di Arcigay Trieste Arcobaleno Alex Lunardon, presidente e vicepresidente di FVG Pride hanno spiegato il significato del tema scelto per l’edizione 2026.
Chiaruttini: «Un clima di discriminazione»
Il concetto attorno al quale ruota la manifestazione è quello del “clima”, utilizzato dagli organizzatori con una doppia lettura.
Da una parte c’è il clima atmosferico e il tema delle temperature, dall’altra quello che FVG Pride definisce un clima politico e sociale ostile.
Chiaruttini ha parlato esplicitamente di «un clima di discriminazione» nei confronti della comunità rappresentata dal Pride, spiegando che la manifestazione vuole portare in piazza più messaggi contemporaneamente.
«Noi speriamo di essere tante persone, perché i nostri messaggi sono tanti», ha affermato, invitando alla partecipazione da tutto il Friuli Venezia Giulia.
Canciani: «La valutazione rimane la stessa»
Particolarmente netto l’intervento di Ambra Canciani quando le è stato chiesto se, rispetto alle valutazioni espresse alcuni mesi prima, avesse osservato cambiamenti concreti.
«La valutazione rimane la stessa rispetto a qualche mese fa. In questo senso non si è mosso molto», ha risposto.
Canciani ha ricordato che il Pride torna a Udine dopo quasi dieci anni e ha quindi allargato il confronto a un arco temporale più ampio.
«Grossi miglioramenti non ce ne sono, anzi, purtroppo rispetto anche al 2017 qualche passo indietro è stato fatto. Perciò torniamo in piazza ancora più convinte delle istanze che stiamo chiedendo», ha dichiarato.
Il Pride come manifestazione regionale
Gli organizzatori insistono contemporaneamente sulla dimensione regionale dell’appuntamento. Il fatto che l’edizione 2026 si tenga a Udine, secondo Canciani, non trasforma infatti la manifestazione in un Pride esclusivamente cittadino.
«Il nostro è un Pride regionale», ha spiegato. «Non è il Pride di Udine, è il Pride della Regione Friuli Venezia Giulia che noi decidiamo quest’anno di fare a Udine».
Una caratteristica che si riflette anche nella natura itinerante della manifestazione e nelle iniziative organizzate nel territorio durante il percorso di avvicinamento al 3 ottobre.
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