Incendi in Carnia, Fedriga: «Allerta sanitaria, limitare l’esposizione all’aperto»

La Regione Friuli Venezia Giulia ha emanato raccomandazioni sanitarie per la popolazione delle aree interessate dagli incendi in Carnia, dove il fumo potrebbe provocare un aumento delle concentrazioni di polveri sottili. La situazione viene definita di allerta e non di emergenza estrema, ma le autorità invitano soprattutto le persone più fragili a ridurre l’esposizione all’aperto.
Il punto è stato fatto oggi, domenica 16 agosto, dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dopo un sopralluogo a Pissebus insieme all’assessore regionale alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi e il successivo vertice del Comitato di emergenza nel municipio di Tolmezzo.
Alla riunione hanno preso parte anche il viceministro all’Ambiente Vania Gava e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.
Fedriga: «Giusto adottare comportamenti di maggiore attenzione»
«Emaniamo delle raccomandazioni sanitarie perché, pur non essendo una situazione di emergenza ma di allerta, è giusto adottare comportamenti di maggiore attenzione, rivolte soprattutto a categorie più fragili, per le aree e i comuni coinvolti», ha spiegato Fedriga.
L’area interessata dalle raccomandazioni comprende, oltre a Tolmezzo e Amaro, anche i Comuni di Cavazzo, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa Santina, Moggio, Tarcento, Treppo Ligosullo, Venzone, Gemona e Osoppo.
Le autorità sanitarie e la Protezione civile raccomandano di limitare l’esposizione all’aperto, mantenere porte e finestre chiuse e sospendere attività fisiche o sportive particolarmente intense.
Qualora fosse indispensabile rimanere all'esterno, viene consigliato l’utilizzo di mascherine FFP2 o FFP3.
Particolare attenzione viene richiesta nei confronti di bambini, anziani, donne in gravidanza e persone affette da patologie respiratorie o cardiovascolari.
Riccardi: «Siamo in allerta, fondamentale monitorare le persone fragili»
L’assessore Riccardo Riccardi ha sottolineato la necessità di mantenere un costante coordinamento con le amministrazioni comunali.
«Siamo in una condizione di allerta e non di emergenza estrema, ma è fondamentale l'accordo con i Comuni per monitorare le persone fragili e informare correttamente la popolazione su cosa evitare», ha dichiarato.
Molto dipenderà adesso dall'evoluzione del meteo e, in particolare, dall'arrivo della perturbazione annunciata per giovedì.
«C'è un forte raccordo anche con i Comuni per cercare di superare questo momento, che ci auguriamo possa durare il meno possibile. Molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche», ha spiegato Riccardi.
L'assessore ha evidenziato anche la complessità delle operazioni in corso, nonostante l'impiego di un numero consistente di mezzi aerei.
«Vedremo se la perturbazione annunciata per giovedì riuscirà a fare quello che stiamo cercando di fare con grande fatica, in una situazione molto complessa, nonostante la presenza di un numero molto importante di velivoli che stanno intervenendo sull'intera area dell'incendio».
Pissebus evacuata durante la notte, fiamme a 50 metri dalle abitazioni
Particolarmente difficile è stata la notte nella frazione di Pissebus, dove è stata disposta un'evacuazione cautelativa.
Il sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini, ha riferito di ore di grande tensione, con le fiamme arrivate fino a circa 50 metri dalle abitazioni.
Decisivo è stato anche l'intervento spontaneo della popolazione e degli operatori del settore agricolo. Cittadini e agricoltori hanno affiancato Vigili del fuoco e Protezione civile mettendo a disposizione autobotti e trattori, utilizzati per bagnare il perimetro attorno alle abitazioni e creare condizioni di maggiore sicurezza.
La Protezione civile ha inoltre coordinato l'allestimento di una prima struttura di accoglienza all'interno della palestra comunale.
La situazione è successivamente tornata verso una parziale normalizzazione, ma il livello di attenzione rimane elevato.
Monte Dobis, attenzione sui roghi di probabile origine dolosa
Tra le situazioni che continuano a essere monitorate vi sono i roghi sul Monte Dobis, indicati come di probabile origine dolosa.
Restano inoltre in corso le operazioni collegate alla disattivazione delle linee elettriche ad alta tensione.
Le attività di spegnimento proseguono con l'impiego di droni e con il supporto di rinforzi arrivati dalla Slovenia, mentre uomini e mezzi continuano a essere spostati in base all'evoluzione dei diversi fronti di incendio.
Arpa: possibile superamento dei limiti giornalieri delle PM10
Un altro elemento sotto osservazione riguarda la qualità dell'aria.
Le analisi tecniche fornite da Arpa indicano infatti la possibilità che i livelli di polveri sottili PM10 registrino superamenti dei limiti giornalieri.
Il fenomeno sarebbe collegato alla particolare circolazione dei venti, che dalla tarda mattinata stanno spingendo i fumi prodotti dagli incendi verso la Valle del But.
È proprio questo scenario ad aver portato le autorità a rafforzare le indicazioni precauzionali rivolte alla popolazione.
Gava: avviato l'iter per lo stato di emergenza nazionale
Sul fronte istituzionale, il viceministro all'Ambiente Vania Gava ha confermato l'attivazione degli strumenti necessari per poter accedere allo stato di emergenza nazionale e ai conseguenti fondi destinati al ristoro dei danni.
Fedriga, nel corso del vertice, ha inoltre annunciato la possibilità di introdurre direttamente a livello regionale misure destinate al ristoro dei danni e al sostegno delle attività economiche colpite dagli incendi.
Settanta capi di bestiame già messi in sicurezza
Particolare attenzione è rivolta anche alle aziende agricole coinvolte.
L'assessore Stefano Zannier ha spiegato che uno dei primi obiettivi è stato garantire la sicurezza degli animali e la continuità alimentare delle aziende interessate.
«L'intervento sia gestito con la massima priorità per garantire la continuità alimentare delle aziende colpite, dopo aver già messo in sicurezza una settantina di capi di bestiame grazie alla solidarietà che si è subito attivata», ha sottolineato.
Zannier ha ringraziato quanti si sono messi spontaneamente a disposizione durante le fasi più critiche.
«Dobbiamo ringraziare tutti coloro che si sono messi volontariamente a disposizione, senza nemmeno doverlo chiedere, per gli interventi di emergenza: per spostare gli animali e garantire le condizioni necessarie alla loro alimentazione».
I capi coinvolti, ha spiegato l'assessore, sono ormai tutti al sicuro.
La priorità ora è garantire l'alimentazione alle aziende
Superata la prima fase di emergenza, sarà necessario assicurare la continuità delle forniture necessarie agli allevamenti.
«Il successivo intervento in emergenza sarà quello di garantire la continuità alimentare, perché in alcuni casi questa è stata compromessa, sia nell'immediato sia nel prossimo futuro», ha spiegato Zannier.
Solo successivamente si potrà procedere a una valutazione complessiva dei danni.
«Poi entreranno in gioco gli interventi legati ai danni subiti, ma su questi sarà chiaramente necessaria una stima più approfondita. Gli strumenti regionali verranno attivati e, ovviamente, confidiamo anche di poter accedere agli strumenti nazionali».
Un numero di incendi «incredibilmente elevato»
La situazione resta complessa anche per il Corpo forestale regionale, impegnato contemporaneamente su più fronti.
«Pensiamo soltanto al numero di voli che sono attivi oggi, non solo nella zona interessata, ma in tutta la regione, perché il numero di incendi è incredibilmente elevato e sta impegnando a ciclo continuo», ha sottolineato Zannier.
Il sistema regionale sta quindi procedendo attraverso continui spostamenti di uomini e mezzi e una costante ridefinizione delle priorità.
«È un intervento assolutamente gestito attraverso continui spostamenti e rimodulazioni delle priorità, all'interno di un modello di gestione degli incendi che in questa regione è consolidato».
La situazione in Carnia rimane dunque sotto stretta osservazione. La priorità resta il contenimento delle fiamme e la tutela della popolazione, mentre l'evoluzione meteorologica dei prossimi giorni potrebbe risultare determinante per alleggerire un quadro che continua a impegnare senza sosta Protezione civile, Vigili del fuoco, Corpo forestale e tutte le altre forze mobilitate.
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