Enti locali, Cabibbo (FI): legge garantisce flessibilità a piccoli Comuni

Non solo una risposta all’emergenza, ma un intervento che guarda alla tenuta istituzionale del territorio nel medio e lungo periodo, con misure specifiche per i piccoli Comuni, che saranno alleggeriti da vincoli burocratici e beneficeranno di una maggiore flessibilità finanziaria e, conseguentemente, una più marcata attrattività nei confronti dei dipendenti. È questa la chiave di lettura del disegno di legge sugli enti locali approvato oggi dal Consiglio regionale secondo Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia.
“Il provvedimento - così Cabibbo - si inserisce nel quadro delle misure attivate a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 16 novembre 2025, hanno colpito duramente numerosi Comuni della regione, portando alla dichiarazione dello stato di emergenza regionale e al successivo riconoscimento nazionale, con uno stanziamento complessivo di 8,5 milioni di euro deliberato dal Consiglio dei Ministri il 20 gennaio 2026.A livello regionale, il disegno di legge destina quasi 1,5 milioni di euro ai Comuni individuati dalla Protezione civile come maggiormente colpiti. Interveniamo con tempestività ma soprattutto con un metodo fondato su criteri oggettivi e trasparenti”.
Cabibbo, a nome del gruppo di Forza Italia, evidenzia altresì che “il cuore politico del provvedimento riguarda il rafforzamento strutturale dei piccoli Comuni, che rappresentano l’ossatura dell’architettura istituzionale del Friuli Venezia Giulia: custodiscono identità e tradizioni, garantiscono coesione sociale e presidiano territori fragili e periferici. Senza di loro, l’equilibrio complessivo del sistema regionale sarebbe compromesso. In questa prospettiva si inseriscono alcune misure innovative che puntano a rendere più attrattivi e competitivi gli enti di minori dimensioni e creano condizioni strutturali di maggiore equilibrio e sviluppo per il territorio”.
Il capogruppo azzurro chiude: “Accanto alle misure approvate in questa legge, auspichiamo che si possano incentivare sempre di più strumenti volti a migliorare il welfare dei dipendenti anche nei Comuni e si proceda con norme sulla flessibilità nella spesa del personale, lo scorporo dei costi del segretario comunale e la possibilità di progressioni verticali in deroga”.
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