Cultura:Anzil, con Celiberti memoria Fvg in Galleria arte moderna Roma

"L'ingresso dell'opera Dissociazioni di Giorgio Celiberti nella collezione della Galleria nazionale d'arte moderna rappresenta un momento di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia e per l'intero Paese, ed è anche l'occasione per testimoniare il valore di una terra che ha fatto del confine non un ostacolo, ma un'opportunità di incontro, amicizia e condivisione".
Lo ha affermato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, intervenendo a Roma alla cerimonia alla Galleria nazionale d'Arte moderna dove da oggi trova posto l'affresco Dissociazioni del maestro Giorgio Celiberti che poi resterà in esposizione permanente nella capitale. L'arista friulano è anche protagonista di una selezione - dalla Biennale del '48 ad oggi - che testimoniano la continuità del suo percorso artistico e la capacità di raccontare la memoria del Novecento visitabile fino al 31 maggio. Oltre a Dissociazioni, sono esposte le sue opere "900" (acrilico su tela), "Diario di bordo" (1997, acrilico su tela) e "Speranze bruciate" (1995-1997, acrilico su tela).
Alla presenza dei Ministri Luca Ciriani, Alessandro Giuli e Giancarlo Giorgetti, l'esponente dell'Esecutivo Fedriga, nel suo intervento, ha sottolineato come Celiberti rappresenti "una delle espressioni più alte della nostra identità culturale, un artista capace di portare nel mondo i valori, la sensibilità e la storia del nostro territorio", evidenziando al contempo il ruolo dell'arte nel custodire la memoria e nel dialogare con il presente. "Per aprirsi agli altri - ha aggiunto - è fondamentale conoscere e rispettare la propria identità. In questo, l'arte possiede una straordinaria capacità: raccontare un luogo, custodire la memoria di un popolo e, al tempo stesso, parlare al futuro".
Secondo il vicegovernatore, l'acquisizione dell'opera da parte della Gnam segna "un passaggio di grande rilevanza istituzionale, che rafforza il rapporto tra centro e periferia culturale", riconoscendo il contributo delle Regioni alla costruzione del patrimonio artistico nazionale. Un percorso che si inserisce nella visione di una "nuova cultura di frontiera", capace di interpretare il confine come spazio di dialogo e crescita.
Anzil ha inoltre richiamato il valore simbolico dell'opera di Celiberti, "fortemente radicata nella memoria del Novecento e capace di interrogare le coscienze contemporanee", collegandolo anche alla ricorrenza del 2026, anno del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli: "Una memoria che testimonia la capacità della nostra comunità di rialzarsi e guardare avanti".
"L'arte - ha concluso - diventa così strumento di responsabilità e consapevolezza, capace di trasmettere valori universali alle nuove generazioni. La cultura non è soltanto un'eredità da custodire, ma una leva strategica per il futuro: investire nell'arte significa promuovere dialogo, rafforzare l'identità e costruire ponti tra territori, istituzioni e persone".
ARC/AL/ma
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