Crisi energia, Fvg prima regione in Italia ad attivare un tavolo ampio con imprese e sindacati

"Il tema della crisi energetica conseguente alla guerra in Medio Oriente è al centro dell'azione della Regione e dell'agenda del presidente Massimiliano Fedriga, con l'obiettivo di accompagnare il sistema produttivo in una fase di forte instabilità internazionale di cui non conosciamo ancora la durata e che per questo preoccupa molto. Ci siamo sempre confrontati ad ogni crisi e siamo la prima regione in Italia a convocare un tavolo ampio con tutte le categorie economiche". Lo ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive e
turismo Sergio Emidio Bini, durante il tavolo sulla crisi energetica convocato oggi a Udine con la partecipazione delle principali associazioni di categoria, rappresentanze del mondo produttivo, della distribuzione, della cooperazione e delle organizzazioni sindacali, oltre ai rappresentanti del settore carburanti. Un confronto ampio e articolato - cui hanno preso parte, tra gli altri, Figisc, Assopetroli, Unem, le Camere di commercio di Pordenone-Udine e Venezia Giulia, Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop, Confcooperative, Federdistribuzione e le sigle sindacali - che ha registrato il ringraziamento unanime delle categorie per la tempestività dell'iniziativa. Il Friuli Venezia Giulia è infatti la prima Regione ad aver convocato un tavolo con una partecipazione così estesa, includendo anche i rappresentanti della filiera dei carburanti insieme a imprese e sindacati.
Nel corso dell'incontro, Bini ha delineato il quadro internazionale e le ricadute sul sistema economico: "Il conflitto tra Stati Uniti e Iran sta determinando aumenti molto significativi: il greggio ha toccato i 107 dollari al barile e il gas è raddoppiato rispetto al periodo preconflitto e, cosa ancor più grave, nessuno è in grado di prevedere quanto durerà questa fase né se ci sarà un'espansione del conflitto". L'assessore ha evidenziato come, sulla base delle analisi disponibili, l'impatto iniziale della crisi attuale risulti più pesante rispetto a quello registrato con la guerra in Ucraina: "Nei primi 16 giorni di conflitto, nel 2022 il greggio aumentò del 34,1%, mentre oggi siamo al +41,5%. Ancora più marcato l'aumento dei raffinati: +42,9% contro il +15% di allora". "La Regione farà sentire la propria voce e sta già studiando contromisure concrete: dal sostegno al credito alla prosecuzione dei contributi per il fotovoltaico nelle imprese, fino a una forte interlocuzione con il Governo e l'Unione europea. Chiederemo all'Europa strumenti straordinari come il temporary framework, che in passato ha dato risultati positivi attivando la deroga alle norme sugli aiuti di Stato, e sosterremo le richieste di proroga e rafforzamento delle misure nazionali avanzate dalle associazioni di categoria, come l'abbattimento delle accise, i crediti d'imposta e la vigilanza contro eventuali fenomeni speculativi".
L'assessore ha inoltre ricordato le azioni già attivate dalla Regione: "A breve partirà il terzo bando per il fotovoltaico destinato alle imprese, con una dotazione di 10 milioni di euro, dopo i 92 milioni complessivi dei primi due bandi, che dal 2023 al 2025 hanno garantito finanziamenti a oltre 1.200 imprese. Sono investimenti che proprio in questi mesi dimostrano tutta la loro efficacia in termini di risparmio per le aziende. Per i negozi di vicinato, piccole realtà che rischiano di essere tra le più colpite dalla crisi, è aperto fino al 15 aprile un apposito canale contributivo per ottenere, tra le altre cose, anche l'abbattimento del costo delle bollette. Parallelamente, possiamo contare su un sistema di credito agevolato molto performante. Tramite gli strumenti del Frie e dei Confidi, la Regione è disponibile a rafforzare le garanzie sul credito per le Pmi, per impedire che gli investimenti programmati dalle imprese vengano rallentati o fermati dal caro energia".
In chiusura, Bini ha ribadito la posizione dell'esecutivo regionale: "La Regione da sola non può intervenire sugli andamenti economici generali: il Governo si sta muovendo con norme antispeculazione, mentre l'Europa appare lenta. Ci auguriamo che questa fase possa essere l'occasione per ripensare le politiche energetiche comunitarie"
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