Agroalimentare. Dal Consiglio regionale ok unanime alla tutela dei prodotti di filiera

La tutela dei prodotti della filiera agroalimentare del Friuli Venezia Giulia si conferma temacondiviso dall'intero Consiglio regionale che, riscontrando l'immediato accoglimento da parte della Giunta Fedriga, ha approvato all'unanimità una mozione sottoscritta da tutti i Gruppi che impegna il governo Fvg, per quanto di competenza, a sollecitare Roma e Bruxelles nel modificare le norme sull'origine delle materie prime dei prodotti agroalimentari. La mozione, presentata dal Gruppo consigliare della Lega (Alberto Budai primo firmatario, Antonio Calligaris, Maddalena Spagnolo, Lucia Buna, Emanuele Ferrari, Giuseppe Ghersinich ed Elia Miani), mira a introdurre l'obbligo di indicare in etichetta l'origine delle materie prime e a prevedere l'utilizzo della dicitura Made in Italy esclusivamente per i prodotti provenienti dal territorio nazionale. Come evidenziato in Aula dall'assessore Pierpaolo Roberti, presente in rappresentanza del collega referente di settore, Stefano Zannier, "la Giunta accoglie ed esprime parere favorevole alla mozione. Confermiamo l'intenzione - ha aggiunto, riprendendo una nota predisposta dallo stesso Zannier - di proseguire l'azione incentivante a favore delle produzioni agricole e agroalimentari regionali in un quadro complessivo volto ad incrementare la sostenibilità, la resilienza e la competitività del sistema economico, sociale e territoriale. Esempio ne sono anche i recenti interventi di finanziamento regionale a favore della promozione agroalimentare regionale, legati a specifiche produzioni o a panieri di prodotti che si armonizzano e integrano
le analoghe linee di finanziamento nazionali e comunitarie dedicate al comparto".
"Auspico che questo lavoro possa contribuire a una presa di coscienza da parte delle istituzioni - ha quindi dichiarato Budai - orientata alla tutela non solo dell'agricoltura e dell'origine dei prodotti, ma anche del loro valore culturale e sociale. È fondamentale garantire la redditività economica del comparto, anche attraverso un chiaro riconoscimento dell'origine: consumatori consapevoli possono indirizzare non solo l'economia, ma anche la socialità e la cultura del Paese". Nel corso del dibattito, Furio Honsell (Open) ha definito la
proposta "assolutamente condivisibile". Per Massimiliano Pozzo (Pd), "la trasparenza sull'origine delle materie prime è
necessaria, tanto per le imprese quanto per i consumatori". Serena Pellegrino (Avs) ha sottolineato come "l'etichettatura rappresenti il biglietto da visita tra produttore e consumatore: sempre più persone la leggono e l'indicazione prodotto in Italia deve essere sostanziale". Sulla stessa linea Rosaria Capozzi (M5S): "Serve chiarezza sull'origine delle materie prime e distinguere senza ambiguità tra ciò che è realmente italiano e ciò che è soltanto lavorato in Italia". Giulia Massolino (Patto-Civica) ha ribadito che "l'etichettatura è uno strumento fondamentale di trasparenza". Per Massimo Mentil (Pd) "le richieste della mozione sono legittime e mirano a difendere un comparto in difficoltà, sostenendo allevatori e operatori che continuano a investire in qualità nonostante le criticità".
Sul fronte Maggioranza, secondo Markus Maurmair (FdI) "l'obiettivo è valorizzare i prodotti e sostenere le aziende agricole, garantendo al tempo stesso qualità elevata sulle tavole dei consumatori". Mauro Di Bert (Fp) ha evidenziato come "l'etichettatura e l'individuazione dell'origine non siano aspetti formali, ma elementi sostanziali", mentre Michele Lobianco (Fi) ha parlato di "una mozione che riaccende i
riflettori sul concetto di Made in Italy, con un dibattito da estendere anche ad altri ambiti". Lucia Buna (Lega) ha richiamato le esperienze già avviate a livello locale: "Alcune regioni hanno introdotto marchi territoriali per valorizzare i prodotti agricoli. Strumenti che rafforzano l'identità dei produttori e favoriscono la promozione anche oltre i confini nazionali".
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