giovedì 6 agosto 2026
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Politica

Wartsila, sindacati: "Azienda ha respinto le richieste dei lavoratori, del sindacato e del governo confermando delocalizzazione e licenziamenti"

Luca Marsi·
Pubblichiamo dal Coordinamento Sindacale Nazionale FIM-FIOM-UILM della Wärtsilä Italia
 
Oggi 7 settembre al Ministero dello Sviluppo Economico i Ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea
Orlando, alla presenza del Presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, hanno
riconvocato il tavolo di crisi Wartsila alla luce dell’apertura della procedura dello scorso 14 luglio per
la dismissione di parte dell’attività produttiva e il conseguente licenziamento 451 dipendenti del sito
di Bagnoli (TS).
Nell’incontro Fim Fiom Uilm hanno ribadito la richiesta di ritiro dei licenziamenti e di interrompere la
procedura. È stato sottolineato che ci sono ancora tutte le condizioni industriali per mantenere le
produzioni di motori marini e propulsori per le centrali elettriche. Posizione sostenuta anche dal
Governo.
L’azienda ha respinto le richieste dei lavoratori, del sindacato e del governo confermando la
delocalizzazione e i licenziamenti
Si tratta di una “delocalizzazione a tradimento” con 451 licenziamenti che si configura sempre più
come decisione scellerata, politica e non industriale.
Wartsila ancora una volta gira le spalle, non solo al governo Italiano, ma a tutto il paese.
Abbiamo apprezzato la posizione espressa a nome del Governo, dai Ministri Giorgetti e Orlando nel
rivendicare la continuità produttiva e occupazionale e riconoscere nel sito triestino una vocazione
industriale strategica per l’intera filiera della cantieristica .
Importante ora un intervento urgente del parlamento per modificare la Legge 234/21 introducendo
misure più efficaci nel contrastare le scellerate delocalizzazioni di multinazionali.
Contro queste scelte di Wartsila, che pregiudicano il futuro dell’intera Wartsila Italia, Fim Fiom
Uilm proclamano un ulteriore pacchetto di almeno 8 ore di sciopero da effettuarsi in tutti i siti
secondo le modalità definite dalle Rsu.

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