Vertice Italia-Israele a Trieste, M5S all'attacco: «Offensivo verso le vittime di Gaza»
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Dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle nei confronti dell'incontro "L'Italia e Israele: l'una nello sguardo dell'altra", ospitato oggi a Trieste alla presenza del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, dell'ambasciatore Jonathan Peled, del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e del sindaco Roberto Dipiazza.
A intervenire sono la consigliera regionale del M5S Rosaria Capozzi e la coordinatrice regionale Elena Danielis, che esprimono una dura critica nei confronti dell'iniziativa.
«Uno schiaffo morale alle vittime di Gaza»
Secondo Capozzi e Danielis, l'appuntamento rappresenta «uno schiaffo morale alle decine di migliaia di vittime della Striscia di Gaza, ai civili uccisi, ai bambini, alle famiglie distrutte e a una popolazione stremata da mesi di guerra, fame e devastazione».
Le due esponenti pentastellate definiscono l'evento «profondamente inopportuno», sostenendo che, mentre la comunità internazionale continua a confrontarsi con la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, le istituzioni abbiano scelto di ospitare un incontro con rappresentanti del Governo israeliano.
Il richiamo al diritto internazionale
Nel comunicato viene inoltre ricordato come, secondo il Movimento 5 Stelle, le denunce provenienti dalle Nazioni Unite, dalle organizzazioni umanitarie e da osservatori internazionali avrebbero richiesto «prudenza, fermezza e una chiara richiesta di rispetto del diritto internazionale umanitario».
Capozzi e Danielis contestano quella che definiscono una «passerella istituzionale», ritenendo che trasmetta «un messaggio di normalizzazione politicamente e moralmente inaccettabile».
«Trieste meritava un segnale diverso»
Nel loro intervento le rappresentanti del M5S criticano inoltre quella che definiscono l'assenza di una presa di posizione delle istituzioni rispetto alla situazione in corso nella Striscia di Gaza.
«Trieste, città della pace, della convivenza e dei diritti, meritava un segnale diverso. Oggi, invece, si è scelta la strada dell'indifferenza istituzionale», affermano Capozzi e Danielis, che concludono ribadendo la propria condanna dell'iniziativa, ritenendola una grave mancanza di rispetto nei confronti delle vittime civili del conflitto.
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