Udine, oltre 300 all’incontro con Cisint e Giordano, Salvini a sorpresa: «L’Islam politico è una minaccia»

Oltre 300 persone, Mario Giordano, tre europarlamentari della Lega e l’arrivo a sorpresa del vicepremier Matteo Salvini. È stata una serata ad alta intensità politica quella andata in scena ieri a Udine, al Centro Culturale delle Grazie, dove l’europarlamentare della Lega/Patrioti per l’Europa Anna Maria Cisint ha promosso l’incontro dal titolo “Né velo né bavaglio – La minaccia di Allah in Europa”.
Al centro del confronto, secondo quanto riferito dalla Lega, immigrazione, sicurezza, radicalismo religioso, condizione femminile e soprattutto quello che Cisint definisce “Islam politico”, distinguendolo quindi dalla fede islamica in quanto tale e indicandolo come un fenomeno politico e ideologico che, nella sua lettura, punterebbe a condizionare progressivamente società e istituzioni europee.
Accanto a Cisint sono intervenuti il giornalista Mario Giordano e le europarlamentari Susanna Ceccardi e Silvia Sardone.
Salvini arriva a sorpresa a Udine
A caratterizzare ulteriormente la serata è stata la presenza non annunciata di Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega.
Salvini, dopo aver richiamato gli investimenti garantiti dal suo Ministero sul territorio udinese e friulano, è intervenuto sui temi politici al centro dell'appuntamento, ribadendo la posizione della Lega su immigrazione, sicurezza e contrasto al radicalismo islamico.
Il leader leghista ha inoltre richiamato la necessità di intervenire sui criteri ISEE per l'accesso ai bonus e, secondo quanto riferito nel comunicato della Lega, ha riconosciuto a Cisint, Ceccardi e Sardone un ruolo centrale nell'azione politica del partito contro il radicalismo islamico e nella difesa dei valori occidentali.
Cisint: «L’Islam politico esiste ed è ormai una realtà radicata anche in Europa»
Particolarmente netto l'intervento di Anna Maria Cisint.
«L’Islam politico esiste ed è ormai una realtà radicata anche in Europa», ha dichiarato l'europarlamentare.
Cisint ha quindi spiegato cosa intenda con questa espressione: «È l’utilizzo della religione come strumento politico per penetrare progressivamente nelle nostre società e nelle nostre istituzioni, acquisire peso e influenza e arrivare a piegare le nostre regole ai precetti religiosi».
Una lettura politica molto dura, culminata nell'allarme lanciato dall'europarlamentare: «Il punto di arrivo è la sovversione del nostro modello democratico e la sua sostituzione con un sistema fondato sulla legge islamica. È una minaccia che non possiamo più permetterci di sottovalutare».
Si tratta di una posizione espressa da Cisint nel corso dell'iniziativa politica e riferita specificamente al fenomeno da lei definito “Islam politico”.
Il richiamo all’11 settembre e al fanatismo
Nel suo intervento Cisint ha richiamato anche l'anniversario degli attentati dell'11 settembre, collegandolo alla necessità, nella sua analisi, di mantenere alta l'attenzione nei confronti delle forme di fanatismo e radicalismo.
«A 25 anni dall’11 settembre, una data che nessuno di noi potrà mai dimenticare, l’Occidente deve avere il coraggio di guardare in faccia il fanatismo islamico», ha affermato.
L'europarlamentare ha quindi individuato tre questioni che considera centrali: l'avanzata dell'Islam politico, la pretesa di applicare principi della Sharia ritenuti incompatibili con l'ordinamento italiano e la presenza di moschee e centri islamici irregolari.
Su quest'ultimo punto Cisint sostiene che tali realtà «possono diventare luoghi di diffusione del radicalismo e dell'odio verso l'Occidente».
Anche in questo caso, si tratta della valutazione politica espressa dall'europarlamentare durante l'incontro.
Il tema delle donne al centro dell’intervento
Una parte importante dell'intervento di Cisint è stata dedicata alla condizione femminile.
Per l'europarlamentare, la contrapposizione all'Islam politico deve essere letta anche come una battaglia in difesa delle libertà individuali e dei diritti delle donne.
«Vogliamo che le ragazze abbiano un futuro libero, senza imposizioni, senza matrimoni forzati e spose bambine», ha dichiarato.
Cisint ha proseguito indicando una serie di principi sui quali la sua posizione rimane particolarmente rigida: «Diciamo no alla poligamia, alla sottomissione della donna e a qualsiasi tentativo di mettere la legge religiosa sopra quella dello Stato».
«La legge dello Stato viene prima»
È proprio il rapporto tra integrazione, rispetto delle norme e valori della società italiana a rappresentare uno dei punti politici fondamentali emersi dalla serata udinese.
Per Cisint l'integrazione non può comportare deroghe rispetto all'ordinamento dello Stato.
«L’integrazione significa rispettare le nostre leggi, la nostra cultura e i nostri valori: su questo non faremo mezzo passo indietro», ha concluso l'europarlamentare.
Una posizione che conferma come il tema del rapporto tra immigrazione, integrazione e radicalismo religioso sia destinato a occupare uno spazio importante nell'agenda politica della Lega.
Oltre 300 persone al Centro Culturale delle Grazie
Secondo i dati comunicati dagli organizzatori, sono state oltre 300 le persone presenti al Centro Culturale delle Grazie.
La partecipazione, insieme alla presenza di Salvini, ha trasformato l'appuntamento promosso da Cisint in un evento di rilievo politico per la Lega del Friuli Venezia Giulia.
Dal palco di Udine è arrivato un messaggio molto netto, con Cisint, Ceccardi e Sardone indicate dallo stesso partito tra le figure maggiormente impegnate sul fronte del contrasto al radicalismo islamico.
Una linea destinata a continuare a generare un confronto politico acceso, soprattutto quando tocca questioni delicate come libertà religiosa, integrazione, sicurezza, diritti delle donne e rispetto delle leggi dello Stato.
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