"Trieste - Laboratorio di Pace", oggi al Parco di San Giovanni ci sarà anche Marco Bertali
Pubblichiamo da Marco Bertali
Domenica 24 aprile 2022, vigilia della Liberazione e giornata della Marcia di Pace PerugiAssisi, iniziamo un percorso attraverso Trieste - Laboratorio di Pace unica città Euro Mediterranea disarmata e neutrale ai sensi del Diritto internazionale
Ritrovo alle 10.30 allo studio del candidato al Nobel per la Pace Franco Basaglia a Villa Renner nel Parco ex OPP, dov’è piantato l’albero di caco sopravvissuto all’Olocausto atomico di Nagasaki.
Saranno presenti lo psichiatra e consigliere comunale di Trieste Marco Bertali, la dottoressa e consigliera comunale di Dolina Tiziana Cimolino, la storica e giornalista Claudia Cernigoi e il pacifista Alessandro Capuzzo di The Weapon Watch. Ci si avvierà quindi verso il molo Audace, dov’è possibile vedere la portaerei a propulsione nucleare “Truman” all’ancora al largo nel Golfo, a causa delle prescrizioni dei Piani di emergenza in caso di incidente nucleare militare in porto. Nel porto di Trieste transitano strumenti di morte. Ora è la volta della portaerei a propulsione nucleare Truman, ancorata in rada. Con armi di distruzione di massa a bordo?
Il segreto impedisce di saperlo! Dal 2004 anche Capodistria è porto nucleare militare di transito, e una proposta di de-nuclearizzare il nostro Golfo resa possibile dal Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, da un anno in vigore è stata consegnata alle Nazioni Unite, quale primo passo per l’istituzione di una Nuclear Free Zone del Mediterraneo; come operanti già in Africa, Sud America, Sud Pacifico, Sud-Est asiatico, Antartide, Spazio e Fondali marini. Il Trattato di Pace del 1947, approvato dal Consiglio di Sicurezza dalle Nazioni Unite e ratificato dal Parlamento italiano, statuisce che i territori di Italia Slovenia e Croazia aperti sul Golfo sono “demilitarizzati e neutrali”.
L’esercizio del ruolo di Pace che la Città e il suo Golfo plurinazionale hanno meritato - frutto delle grandi sofferenze subite - è iscritto nel Diritto internazionale quale nostra responsabilità e diritto.
La guerra in Ucraina continua ad aggravarsi, inquadrata in un conflitto globale. Produttori e trafficanti d’armi, sono perfino nel mirino dei portuali genovesi, sostenuti anche da Papa Francesco; ma il Governo, fra PNNR e 2% del PIL alla Nato, sta destinando oltre 40 miliardi l'anno alla macchina bellica, piuttosto che al lavoro alla sanità e all'istruzione. Spese di cui gli invii di armi all’Ucraina sono parte ed ai quali, da cittadini della neutrale Trieste, fermamente ci opponiamo.
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