Trieste, Enrico Sossi (M5S): «I giovani devono partecipare alle decisioni della città» (VIDEO)
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La partecipazione dei giovani alla vita pubblica deve tornare al centro dell'azione amministrativa. È questo uno dei messaggi lanciati da Enrico Sossi, esponente del Movimento 5 Stelle, intervenuto durante la trasmissione "Un capo in B con..." condotta da Luca Marsi dal Citybar Tergesteo. Nel corso dell'intervista, Sossi ha ribadito la volontà di riportare al centro del dibattito cittadino la Consulta dei Giovani, indicandola come uno strumento concreto per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni e alle scelte che riguardano il futuro di Trieste.
La partecipazione come risposta al disinteresse
Secondo Sossi, uno dei problemi più rilevanti riguarda il progressivo allontanamento dei ragazzi dalla vita pubblica. Un fenomeno che, a suo giudizio, non nasce da una mancanza di interesse verso la città, ma dalla percezione di non poter incidere realmente sulle decisioni che vengono prese.
Per questo motivo, l'esponente del Movimento 5 Stelle ritiene necessario creare strumenti permanenti di confronto tra amministrazione e giovani, affinché le nuove generazioni possano contribuire direttamente alla costruzione delle politiche cittadine.
L'obiettivo, secondo quanto spiegato durante l'intervista, non è semplicemente ascoltare i ragazzi, ma renderli protagonisti del processo decisionale.
La proposta di far ripartire la Consulta dei Giovani
Tra le iniziative che il Movimento 5 Stelle intende portare avanti torna la proposta di riattivare la Consulta dei Giovani di Trieste.
Per Sossi questo organismo rappresenterebbe un luogo istituzionale nel quale studenti, universitari e giovani lavoratori possano confrontarsi con il Comune, avanzare proposte e partecipare alla definizione delle politiche dedicate alle nuove generazioni.
Una partecipazione che, nelle intenzioni illustrate durante la trasmissione, dovrebbe riguardare non soltanto la politica in senso stretto, ma tutta la vita pubblica della città.
Secondo Sossi, offrire ai giovani strumenti concreti di partecipazione significa anche rafforzare il loro senso di appartenenza alla comunità.
Una sfida che riguarda tutta la città
Nel suo intervento Sossi ha sottolineato come la valorizzazione dei giovani non rappresenti esclusivamente un tema generazionale, ma una questione strategica per il futuro di Trieste.
Secondo il rappresentante pentastellato, una città che non coinvolge le nuove generazioni rischia infatti di perdere progressivamente competenze, idee e capacità di innovazione.
Per questo motivo la partecipazione giovanile viene considerata un investimento sul futuro, capace di incidere anche sulle prospettive economiche e sociali del territorio.
Guardare ai prossimi decenni
Uno dei concetti più volte richiamati durante l'intervista riguarda la necessità di programmare il futuro con una visione di lungo periodo.
Sossi ritiene che la politica debba iniziare a ragionare pensando ai prossimi cinquanta o sessant'anni, affrontando oggi le questioni che determineranno la qualità della vita delle future generazioni.
Tra questi temi rientrano il lavoro, la permanenza dei giovani sul territorio, il ricambio demografico e la sostenibilità del sistema sociale.
La Consulta dei Giovani, secondo questa impostazione, rappresenterebbe uno degli strumenti per costruire una pianificazione condivisa.
L'esperienza personale come punto di partenza
Durante la trasmissione Sossi ha ricordato di avere 22 anni e di conoscere direttamente le aspettative dei propri coetanei, degli amici universitari e degli ex compagni di scuola.
Una vicinanza generazionale che, secondo quanto spiegato, consente di comprendere le difficoltà incontrate da molti ragazzi nel progettare il proprio futuro a Trieste.
Per questo motivo il coinvolgimento diretto dei giovani nelle istituzioni viene considerato un passaggio fondamentale per rafforzare il rapporto tra la città e chi dovrà viverla nei prossimi decenni.
L'auspicio espresso nel corso dell'intervista è che Trieste possa diventare una realtà capace non soltanto di formare giovani competenti, ma anche di offrire loro le condizioni per scegliere di restare, contribuendo con le proprie idee allo sviluppo del territorio.
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