sabato 29 agosto 2026
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Politica

Siulp Trieste: “Controllo di vicinato scorciatoia che nasconde i problemi reali”

Luca Marsi·
Siulp Trieste: “Controllo di vicinato scorciatoia che nasconde i problemi reali”

Il tema della sicurezza torna al centro del confronto cittadino con una presa di posizione netta del SIULP, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia. A intervenire è Francesco Marino, Segretario Generale del SIULP di Trieste, che in un comunicato stampa esprime forti perplessità sul cosiddetto “controllo di vicinato”.

Marino definisce questa misura “una scorciatoia che nasconde il vuoto della sicurezza reale a Trieste”, aprendo un dibattito che tocca direttamente il modello di gestione della sicurezza urbana.

“Rischia di essere più comunicazione che sostanza”

Secondo Francesco Marino, Segretario Generale del SIULP Trieste, l’iniziativa, presentata come forma di sicurezza partecipata, rischia di trasformarsi in un’operazione più comunicativa che concreta.

Marino sottolinea che “il cosiddetto controllo di vicinato non introduce nulla che non sia già presente nel tessuto civico di una città come Trieste”, evidenziando come la collaborazione tra cittadini sia da sempre una caratteristica radicata nel territorio.

Il rischio, secondo il sindacato, è quello di formalizzare un sistema che potrebbe snaturare la partecipazione spontanea, trasformandola in un meccanismo organizzato con possibili effetti distorsivi.

“La sicurezza non può essere delegata ai cittadini”

Uno dei passaggi più incisivi del comunicato riguarda il ruolo dei cittadini. Marino evidenzia come si rischi di affidare, anche solo implicitamente, compiti che non competono alla popolazione.

Il Segretario del SIULP afferma infatti che “la sicurezza pubblica non può essere surrogata da figure prive di formazione, strumenti e adeguate tutele”, mettendo in guardia contro il pericolo di creare figure percepite come “sentinelle” o “delatori”.

Un’impostazione che, secondo il sindacato, potrebbe incidere negativamente sul clima sociale nei quartieri.

Le criticità strutturali della sicurezza

Nel comunicato viene evidenziato un problema ritenuto ben più profondo: il progressivo indebolimento dell’apparato di sicurezza.

Marino sottolinea che la Polizia di Stato soffre da tempo carenze di organico, con una presenza sempre più ridotta sul territorio e un depotenziamento operativo che incide sulla capacità di prevenzione e repressione dei reati.

A Trieste, secondo il SIULP, questa situazione è ancora più evidente, anche perché una parte significativa delle risorse viene impiegata nel presidio delle frontiere.

“Operatori sotto pressione e diritti a rischio”

Il Segretario Generale del SIULP Trieste evidenzia anche le condizioni di lavoro degli operatori, parlando di carichi sempre più elevati e ferie non garantite, che mettono sotto pressione non solo la tenuta operativa ma anche quella fisica e psicologica del personale.

Marino avverte che questa situazione può compromettere la sicurezza stessa e la lucidità degli interventi, definendo questa deriva come qualcosa che “non può essere normalizzata né accettata”.

“Serve investire, non delegare”

Nel passaggio conclusivo, il SIULP ribadisce la propria posizione: il controllo di vicinato rischia di essere una risposta apparente, che non affronta le cause profonde del problema.

Marino conclude che “la sicurezza non si costruisce delegando, ma investendo nei soggetti che, per legge e competenza, sono chiamati a garantirla”, sottolineando la necessità di rafforzare gli organici e migliorare le condizioni di lavoro.

Secondo il sindacato, senza questi interventi strutturali, il rischio è che iniziative come il controllo di vicinato si trasformino in “un placebo che illude di curare ma finisce per cronicizzare il problema”.

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