domenica 9 agosto 2026
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Politica

Sindacato Medici Italiani, sciopero in Fvg: "Indegna campagna denigratoria contro operatori sanitari"

Luca Marsi·
Pubblichiamo dal segretario regionale S.M.I. per il Friuli Venezia Giulia Dott. Domenico Montalbano
 
Il diritto ad esercitare lo sciopero non lede i popoli in guerra. Le emergenze globali non fanno sparire le esigenze disattese, tossiche per la nostra sanità.
Per questo il Sindacato Medici Italiani (S.M.I.) ed il SI.Me.T., insieme hanno proclamato lo sciopero a livello nazionale.
 
Lo S.M.I. della nostra regione
 
sciopera
 
-  a difesa della dignità di tutti i medici che non sono dei burocrati ma dei clinici e questo a  contemporanea difesa dei loro assistiti che hanno diritto ad usufruire pienamente del tempo e del rapporto fiduciario di cura con il loro medico.
 
-  Sciopera perché abbiamo lavorato in pandemia infaticabilmente e senza poterci proteggere adeguatamente, letteralmente a MANI NUDE e tanti di noi, 369, sono morti, hanno pagato con la vita l’assistenza ai loro pazienti.
 
-  Per l’indegna campagna denigratoria mediatica, con l’inevitabile compromissione del rapporto di fiducia fra cittadino e medico, causa principale del crescente fenomeno delle aggressioni subite dai professionisti.
 
-  Per i ritmi di lavoro ai quali siamo sottoposti a causa delle attività aggiuntive che ci hanno imposto e che violano in tema di pari opportunità la possibilità di avere.
 
-  Perché anche noi abbiamo diritto alle tutele che hanno tutti i lavoratori, malattia, ferie, legge 104 per assistere i nostri cari, infortunio sul lavoro.
 
-  Per la grave carenza di medici sul territorio, medici di assistenza primaria, di continuità assistenziale, della medicina penitenziari, dell’emergenza territoriale 118, medici ospedalieri. Le riforme imposte alla nostra categoria, già allo stremo, stanno demotivando sia i giovani laureati che i medici esperti. È un fatto accertato il fenomeno dell’abbandono della professione per prepensionamenti, inoltre si è ridotto di molto l’ingresso dei nuovi medici.
 
-  Perché vogliamo che la sanità restasse pubblica: la salute deve essere un diritto di tutti.
 
Chiediamo
 
-  Il giusto indennizzo per le famiglie dei medici convenzionati deceduti per Covid nell’esercizio delle loro funzioni e che venga riconosciuto l’infortunio sul lavoro per i medici ammalati di Covid che non riescono a svolgere la loro attività lavorativa
 
-  il riconoscimento, la valorizzazione e la protezione del ruolo svolto dai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, anche attraverso campagne di informazione volte a recuperare la fiducia dei cittadini, indispensabile nei processi di presa in carico e di cura;
 

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