Russo: "Porto Vecchio è il grande sogno di Trieste" (VIDEO)
"È la miniera d'oro su cui Trieste è seduta", così Francesco Russo durante la conferenza stampa di questa mattina, riferendosi a Porto Vecchio nel momento di presentare alla comunità il suo progetto di riqualificazione dell'area. "Si tratta di un progetto ambizioso e a cui hanno lavorato molte persone della squadra, una grande occasione per far sì che la nostra città possa garantire molte opportunità turistiche, che attualmente sono sprecate", spiega.
Un progetto, quello di Porto Vecchio, che con Russo parte dal dicembre 2014, e che dopo quarant'anni riesce per la prima volta a riconsegnare questa zona alla città stessa, attuando una desmagnatizzazione di "un luogo ricco e pieno di magazzini storici, uno dei più bei fronte mare d'Italia".
Ed è sì un'idea ambiziosa, proprio perché vuole stare al passo con le realizzazioni internazionali, inserendo Trieste all'interno di quella cerchia di grandi città che sono capaci di sfruttare al meglio le proprie risorse, a valorizzarle e ad aumentarle.
Il Ministro Franceschini, in collegamento streaming durante la conferenza, è stato uno dei pochi a credere sin da subito nel valore di Porto Vecchio e a voler garantire degli investimenti, a detta sua "90 milioni non sono niente per questa zona", affermando che "è impensabile come lo Stato non abbia preso in mano la questione e non abbia capito quante risorse Trieste possa offrire al Paese. Bisogna affrontare il progetto in modo straordinario e non ordinario, perché questo non è uno dei tanti temi minori ma deve diventare un grande progetto nazionale".
L'obiettivo è dunque riportare Trieste al suo antico ruolo di porta sul Mediterraneo, come ritiene l'esperto di finanza e investimenti Giovanni Gregoratti, un obiettivo che punta a trasformare un circolo vizioso in uno virtuoso e strategico - riportando gli esempi di Singapore, Barcellona e Milano -.
"Trieste ha bisogno di aumentare il proprio capitale umano e finanziario e, in particolare, c'è la necessità di una sinergia tra pubblico e privato", afferma l'esperto marketing.
Per Porto Vecchio si stima che verrà utilizzato qualche miliardo di euro e che le tempistiche avranno una durata spalmata su 15 anni - per questo non bisognerebbe dare questo genere di progetti in mano alla politica bensì agli investitori che siano costanti e che credano nel proprio investimento - e che, su esempio delle più avanzate metropoli, ci si augura riesca finalmente a garantire a Trieste un posto tra di esse.
È intervenuto anche il Sindaco di Milano, Beppe Sala, riportando il modus operandi utilizzato per Citylife: "Abbiamo proseguito passo dopo passo, senza pretese né fretta. Nei progetti a lungo termine bisogna crederci, perché i progetti prendono forma, vedono correzioni e aggiustamenti, com'è giusto che sia per essere al passo coi tempi", ha spiegato il sindaco milanese, "ma la collaborazione non dev'essere solo di forma, bisogna crederci, essere chiari e coerenti e poi gli investimenti arrivano. Non spaventiamoci di fronte cambiamento, perché è lì che si dà il meglio di sé", ha concluso.
Infine, è intervenuto l'architetto inglese Ashley Munday, illustrando come, su esempio di Londra, l'unitarietà stia alla base della riuscita, di come lavorando in simultanea su infrastrutture, edifici, zone verdi e attrazioni, si possa far decollare una metropoli ai livelli internazionali.
A ciò si collega, concludendo la conferenza, Francesco Russo, ribadendo che "noi non siamo per la politica "spezzatino", noi vogliamo lavorare come, adesso, lavora il mondo, vogliamo stare al passo coi tempi e diventare parte del mondo a tutti gli effetti, e non rimanerne sempre tagliati fuori".
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