mercoledì 23 settembre 2026
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Politica

Rossetti: “Centrodestra ha fallito sulla sicurezza”, Danielis: “Basta gestirla con slogan” (VIDEO)

Luca Marsi·
Rossetti: “Centrodestra ha fallito sulla sicurezza”, Danielis: “Basta gestirla con slogan” (VIDEO)

In diretta su Trieste Cafe si è svolto il confronto tra Elena Danielis del Movimento 5 Stelle e Daniela Rossetti di Azione, con la partecipazione dell’opinionista Stefano Rebek e la conduzione di Luca Marsi. Al centro del dibattito il tema caldo della sicurezza a Trieste, tra gestione dei flussi migratori, criminalità urbana e vivibilità nei quartieri

Danielis ha subito escluso la possibilità di gestire il fenomeno migratorio con una risposta militare: “Non si può pensare di fermare tutto con l’esercito. Gli Stati Uniti non ci sono riusciti, figuriamoci noi. La repressione da sola non funziona e non ha mai funzionato”. Per la consigliera del M5S è necessario ragionare su soluzioni strutturate, che non si limitino a risposte “di pancia”

Rossetti ha risposto rilanciando il fallimento delle politiche di sicurezza promesse dal centrodestra: “Abbiamo Comune, Regione e Governo della stessa parte politica e la situazione è peggiorata. Dovevano bloccare i confini, fare i blocchi navali, combattere i passeur. Nulla di tutto questo è successo. Hanno creato zone rosse e i risultati sono stati pari a zero”

Danielis ha poi difeso esperienze come quella del centro diurno della Curia in via Udine, contestata da alcune forze politiche: “Non si può essere contrari anche a chi cerca di dare sollievo. Chi si oppone a questo tipo di progetti, poi non può lamentarsi se la situazione peggiora”

Rossetti ha citato il caso della pescheria in piazza Garibaldi, costretta a chiudere a causa delle risse. “È una sconfitta per tutti. I commercianti subiscono le conseguenze dell’insicurezza e non vedono nessun beneficio dalle politiche attuali. Le zone rosse sono una presa in giro. Basta spostarsi di qualche metro e tutto ricomincia come prima. E le forze dell’ordine sono lasciate sole, senza strumenti reali”

Entrambe hanno concordato sulla necessità di non confondere i fenomeni: la microcriminalità non è legata esclusivamente ai migranti in arrivo, ma anche a giovani già presenti sul territorio, spesso nati a Trieste, ma cresciuti in situazioni di forte disagio. “Bisogna capire bene il fenomeno, prima di rispondere con soluzioni sbagliate” ha detto Danielis. “Se studi l’immigrazione e poi scopri che il problema non è quello, hai solo perso tempo”

A dividere le due ospiti anche il tema dei gruppi di cittadini per il controllo del territorio. Rossetti ha affermato che non c’è bisogno di gruppi strutturati: “Se vedo qualcosa che non va, chiamo la polizia. È senso civico. Non serve creare livelli in più, figure di coordinamento o ronde non qualificate. Serve invece un ritorno agli educatori di strada, a figure professionali che sappiano interagire con chi è in difficoltà”

Danielis ha appoggiato la proposta del ritorno al vigile di quartiere: “Il presidio fisso che conosce la gente e il territorio è fondamentale. E anche il piccolo commercio è parte di questo equilibrio. Il controllo sociale non lo fanno solo le forze dell’ordine, ma anche le relazioni quotidiane nei rioni. Se perdiamo le botteghe e i negozi di quartiere, perdiamo anche un pezzo importante della sicurezza”

Entrambe hanno bocciato con forza l’idea delle “ronde” organizzate: “Spaventano – ha detto Rossetti – e sono la prova che lo Stato sta fallendo. La sicurezza dev’essere pubblica, gestita da professionisti”

Un confronto serrato, concreto e senza slogan, che ha messo a confronto due visioni diverse ma unite dalla volontà di non semplificare il problema. “Non è una questione che si risolve con un decreto o con una camionetta in più” ha concluso Rebek. “È una questione di visione, strutture e scelte politiche reali”

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