Ettore Rosato: «Il costo della vita cresce, gli stipendi no: questa è la priorità» (VIDEO)

L'emergenza più urgente per l'Italia non riguarda le alleanze politiche né le riforme istituzionali, ma il potere d'acquisto delle famiglie. È questa la convinzione espressa da Ettore Rosato durante l'intervista rilasciata a Trieste Cafe, nella quale individua negli stipendi fermi da anni il principale problema economico del Paese.
Salari che non tengono il passo dell'inflazione
Rosato osserva come il costo della vita continui a crescere mentre le retribuzioni rimangano sostanzialmente ferme.
A suo giudizio non si tratta di una responsabilità attribuibile esclusivamente all'attuale governo, ma di una questione che l'Italia si trascina da decenni.
Proprio per questo motivo ritiene necessario un intervento deciso capace di aumentare concretamente il reddito disponibile delle famiglie.
Più soldi nelle buste paga
Tra le proposte illustrate dal vicesegretario nazionale di Azione compare la detassazione degli aumenti contrattuali.
Secondo Rosato, le imprese che decidono di riconoscere aumenti ai propri dipendenti dovrebbero poter beneficiare di un sistema fiscale più favorevole, consentendo così ai lavoratori di trattenere una quota maggiore dello stipendio.
Lo stesso ragionamento viene esteso anche al welfare aziendale, considerato uno strumento utile per migliorare il benessere dei lavoratori senza gravare eccessivamente sui costi delle aziende.
Il nodo del costo dell'energia
Un altro capitolo fondamentale riguarda il prezzo dell'energia.
Rosato sostiene che una parte del problema derivi anche dal sistema che regola la distribuzione energetica italiana.
Secondo il dirigente di Azione esistono margini per ridurre i costi sostenuti da famiglie e imprese intervenendo sulle regole che disciplinano i rendimenti garantiti delle grandi infrastrutture energetiche.
L'obiettivo, spiega, dovrebbe essere quello di alleggerire le bollette senza compromettere l'efficienza del sistema.
Una pubblica amministrazione più semplice
Tra le priorità indicate compare anche la riduzione della burocrazia.
Rosato evidenzia come cittadini e imprese siano ancora costretti a presentare documenti già presenti nelle banche dati della pubblica amministrazione.
Una situazione che considera incompatibile con il processo di digitalizzazione avviato negli ultimi anni.
Secondo la sua proposta, gli uffici pubblici dovrebbero acquisire direttamente le informazioni già disponibili, evitando richieste ripetitive e procedure inutilmente complesse.
Competitività e crescita
Nel ragionamento sviluppato durante l'intervista emerge una visione economica orientata ad aumentare la competitività del sistema produttivo italiano.
Salari più alti, minori costi energetici e una burocrazia più snella rappresentano, secondo Rosato, tre elementi strettamente collegati che potrebbero favorire investimenti, occupazione e crescita economica.
Per il dirigente di Azione queste riforme non sarebbero più rinviabili se si vuole rilanciare la capacità competitiva dell'Italia.
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