Riforma portuale, Massolino (PAT-CIV): «A rischio autonomia, risorse e porto franco»

«Non siamo di fronte a un semplice riassetto organizzativo, ma a un cambio radicale e accentratore nell’architettura del potere decisionale e finanziario del sistema portuale italiano, con conseguenze dirette sul futuro dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale». Così Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, è intervenuta nella discussione della mozione depositata dal Partito Democratico, chiedendone la sottoscrizione da parte di tutto il Gruppo Consiliare, sulla proposta di riforma che istituisce “Porti d’Italia S.p.A.”.
«Il modello costruito dalla legge 84 del 1994 e dal decreto legislativo 169 del 2016 – spiega la consigliera – si fonda sull’autonomia programmatoria, gestionale e finanziaria delle Autorità portuali. È grazie a questo impianto che Trieste, insieme a Monfalcone, ha potuto crescere e posizionarsi nei traffici internazionali. Oggi questo equilibrio viene messo in discussione da un accentramento strutturale delle funzioni strategiche. Togliere alle Autorità la capacità di decidere sugli investimenti e sulle risorse significa svuotarle. Perché chi decide dove e come investire governa lo sviluppo».
«La riforma prevede infatti il trasferimento fino all’85% dei canoni di concessione e tra il 15% e il 25% delle tasse portuali alla nuova società - evidenzia Massolino -. Per la nostra Autorità portuale, vorrebbe dire oltre 20 milioni di euro all’anno sottratti alla capacità di investimento del territorio. Il tutto senza nemmeno basi economiche solide: la stessa copertura iniziale da 500 milioni è stata contestata dalla Ragioneria dello Stato. A questo si aggiunge il possibile trasferimento fino al 25% del personale: meno risorse e meno competenze locali, in un sistema che invece ha funzionato proprio grazie alla sua capacità decisionale rapida e radicata nel territorio. Nel nostro caso, è particolarmente critico il nodo del Porto Franco, poiché il dirottamento delle risorse verso una società nazionale rischia di entrare in contrasto con gli obblighi internazionali previsti dal Trattato di Pace del 1947, che vieta l’imposizione di oneri non legati a servizi. È una questione dirimente per la competitività e la peculiarità di Trieste nei confronti dei competitor diretti, e infatti anche in Consiglio comunale Adesso Trieste ha depositato una mozione, cofirmata dall’intera opposizione, che chiede il ritiro del disegno di legge e l’apertura di un confronto con territori, Autorità portuali e operatori economici. Questa riforma è peraltro in contraddizione con la mozione regionale del 2020, approvata all’unanimità, che impegnava a rafforzare il regime del Porto Franco: non si può rivendicarne le peculiarità e poi accettare un modello che le indebolisce. L’approvazione trasversale della mozione in Consiglio regionale oggi è quindi un segnale politico importante».
«Difendere l’autonomia delle Autorità portuali non è una battaglia di settore, ma una scelta strategica per la competitività e l’economia del Friuli-Venezia Giulia», conclude Massolino.
Articoli correlati
PoliticaArea cani di Campi Elisi chiusa da una settimana, PD: «Servono tempi certi per la riapertura»
Da oltre una settimana l’ area sgambamento cani tra viale Campi Elisi e viale Tartini risulta inagibile a causa del crollo improvviso di un albero che, cadendo, avrebbe travolto e danneggiato anche alcuni cavi presenti nello spazio. Sulla s
PoliticaTrieste, Paglia attacca sulla sicurezza: «230 occhi elettronici, ma la città non è più sicura»
La sicurezza a Trieste non può essere affidata soltanto alle telecamere. È il messaggio lanciato da Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico di Trieste, che interviene sul previsto potenziamento della videosorveglianza nella p
PoliticaFVG, scontro sui controlli alla caccia: «Non possono essere affidati a chi rappresenta i cacciatori»
Si accende il confronto sulla vigilanza venatoria in Friuli Venezia Giulia a pochi giorni dalla pre-apertura della stagione di caccia, fissata per il 2 settembre . Il Partito Animalista Italiano del FVG e Animal Pride Defending Association
PoliticaTrieste, oggi pomeriggio evento in piazza Hortis contro il Ddl caccia: AVS chiama i cittadini (VIDEO)
Oggi, sabato 29 agosto 2026 , piazza Hortis diventerà il centro della mobilitazione triestina contro il Ddl caccia . L’appuntamento è fissato per le 17 , quando rappresentanti di diverse associazioni si ritroveranno per discutere del provve
