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Politica

Riforma della Giustizia, da Debora Serracchiani un utile vademecum per spiegarla

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Debora Serracchiani

Giustizia, una riforma attesa e necessaria.
Nei giorni scorsi la Camera ha approvato la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario. Ora il testo è all’esame del Senato.
Obiettivo: una giustizia più giusta, efficace e rapida nel pieno rispetto dei principi costituzionali che salvaguardano l’indipendenza della magistratura. 
Vediamo in sintesi gli aspetti principali.
• Per l’elezione del CSM viene introdotto un sistema misto, binominale con quota proporzionale e garanzia della parità di genere. I collegi saranno determinati dal ministero della Giustizia e non dal sorteggio e le candidature individuali.
• I membri del CSM saranno 30, di cui tre di diritto (Presidente della Repubblica; primo Presidente di Cassazione; procuratore generale della Cassazione); 20 i componenti togati, 10 i componenti laici. Sulle candidature, viene introdotto il rispetto della parità di genere come richiesto dal Partito Democratico.
• I magistrati che hanno ricoperto cariche elettive o incarichi di governo con mandato di almeno un anno non potranno più tornare a svolgere funzioni giurisdizionali. Nel caso di magistrati candidati ma non eletti, per tre anni non potranno più lavorare nella Regione che ricomprende la circoscrizione elettorale in cui si sono candidati, né in quella dove si trova il distretto in cui lavoravano.
• Si potrà accedere al concorso pubblico per entrare in magistratura direttamente dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, valorizzando i tirocini formativi. Decade quindi l'obbligo di frequenza delle scuole di specializzazione.
• La riforma ammette un solo passaggio di funzione tra requirente e giudicante nel penale, entro 9 anni dall'assegnazione della prima sede. Il limite non opera per il passaggio al settore civile, in quello dal settore civile alle funzioni requirenti e per l’ingresso in Procura generale presso la Cassazione.
• Al momento sono 200 i magistrati fuori ruolo ammessi dalla legge. La riforma va a ridurre il limite: il numero preciso di questi magistrati che svolgono ruoli tecnici e istituzionali verrà stabilito con i decreti attuativi. 
• L'assegnazione degli incarichi direttivi/semidirettivi si decide in base all'ordine cronologico delle 'scoperture' (e non più con le nomine cosiddette “a pacchetto”). Viene valorizzato nella scelta del candidato il possesso di caratteristiche rilevanti rispetto allo specifico posto messo a concorso e viene valutato sempre più il merito e l’esperienza professionale concreta.
• Viene valorizzato il ruolo dell'avvocatura con il diritto di voto nei Consigli giudiziari per le valutazioni di professionalità dei magistrati.

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