"Respingimenti illegali in Slovenia, soddisfazione di +Europa. Stop trattamenti inumani"
Il partito +Europa, in seguito alla sentenza del Tribunale di Roma che ha condannato il Viminale per i respingimenti italiani in Slovenia, ha richiamato il ministro Lamorgese a un intervento che faccia cessare immediatamente questa pratica illegittima attraverso una nota del deputato Riccardo Magi:
"In merito ai respingimenti praticati dal Ministero dell’Interno ho presentato un’interrogazione parlamentare nel luglio scorso, chiedendo informazioni sulle procedure seguite dalle autorità italiane. Il Ministero ha ammesso in Parlamento di praticare “riammissioni informali” anche nei confronti di richiedenti protezione, mentre pochi giorni fa ha negato di procedere in questo modo. La sentenza del Tribunale di Roma smentisce il Viminale e bolla come illegittima la pratica dei respingimenti per aver esposto consapevolmente le persone a trattamenti inumani e degradanti lungo la rotta balcanica e a torture in Croazia.
Ora le istituzioni italiane ed europee - conclude Magi - non possono continuare a tacere sulla catastrofe umanitaria che avviene nel campo profughi di Lipa in Bosnia e sulla rotta balcanica dove migliaia di migranti, bloccati dal gelo e dalla neve, rischiano la vita nell’indifferenza"
Il gruppo triestino di +Europa, attraverso le parole del coordinatore Alessio Briganti, si è unito al suo deputato chiedendo l‘interruzione di questa prassi disumana e il ripristino dello stato di diritto anche sul confine italo-sloveno, nel rispetto delle leggi italiane, del diritto internazionale e della tutela dei diritti umani:
"Trieste ha vissuto l’infamia dell’annuncio delle leggi razziali ed è stata la città simbolo della vicenda del confine orientale venendo travolta dall’orrore della soppressione dei diritti e delle persecuzioni di natura politica, religiosa e etnonazionale: non possiamo perciò accettare oggi nuove violazioni dei diritti umani compiute in questi territori.
Amareggia infine leggere sulla vicenda i commenti di alcuni esponenti politici locali concentrati nell’alimentare una propaganda anti migratoria, anziché a riflettere sulla tragedia umanitaria della rotta balcanica, sul pericolo degli abusi di potere, sulle responsabilità delle nostre istituzioni, chiedendo fermamente il rispetto delle leggi e dello stato di diritto e il riconoscimento dei diritti umani".
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