Paola Binetti furibonda contro Putin: “Blasfemo, suo non è amore ma odio
"Oggi la guerra in Ucraina rimbalza in continuità sui nostri schermi con immagini drammatiche di macerie e di morti: non sappiamo quanti sono, dove sono, come si potrà dare loro una sepoltura degna e rendere omaggio al coraggio degli eroi di una quotidianità straziante. Putin sta facendo in Ucraina ogni giorno più vittime proprio tra i civili: è il grande dittatore, che suscita orrore e sgomento, ma che non si riesce a neutralizzare. Blasfema è apparsa ieri la sua citazione del Vangelo: Non c'è amore più grande di chi dà la sua vita per i suoi amici! Il suo non è amore, ma odio allo stato puro; odio per i vicini che si ribellano, che resistono al suo strapotere e che suscitano in lui solo una volontà distruttiva, fino al più completo annientamento. E, ciò nonostante, contiene un frammento di verità che rende il sacrificio degli ucraini ancora più degno di essere riconosciuto, rispettato, onorato. Sono loro che danno la propria vita per le loro famiglie, e senza alcuna retorica per la loro patria. Ma, indirettamente anche per noi e per la nostra libertà. Il Vangelo sulla bocca di Putin appare una bestemmia; ma nella coerenza coraggiosa degli Ucraini è una preghiera, che speriamo Dio voglia accogliere quanto prima."
Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc, che continua: "La consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria voluta dal Papa, il pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore voluto dal Cardinale di Roma, le mille veglie di preghiera, piccole e grandi, che ogni giorno si levano perché cessi la guerra: tutto conferma come gli uomini in tempo di crisi percepiscono acutamente la loro fragilità e si rivolgono alla preghiera, che è credibile solo se è coerente e se in una rinnovata umiltà riconosce la misericordia di Dio, a cui si rivolge. E' già sufficientemente inaccettabile morire a causa di una Pandemia, che ha fatto milioni di vittime, ma è impossibile morire per la follia di un uomo che sta minacciando il mondo intero con il peggiore dei virus, quello della propria smania di potere assoluto; senza vincoli e senza regole. Ieri è stata la giornata delle vittime del Covid, istituita proprio il 18 marzo in ricordo di quei mezzi militari di Bergamo che trasportavano le bare in una lunga fila di camion perché erano talmente tanti, che sembrava che per loro non ci fosse posto. Ma da giorni assistiamo ad una lunga serie di eventi drammatici, che scolpiscono nel cuore di tutti noi la convinzione sempre più profonda del nostro naturale attaccamento alla vita. E alla Pace che della vita è il prerequisito irrinunciabile."
(Com/Rai/ Dire)
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