Panteca su piazza Libertà: «Solidarietà sì, ma nel rispetto della legalità e della sicurezza»

Trieste, Panteca: «Nessuna tolleranza verso l’illegalità, nessuna indifferenza verso i cittadini»
Piazza Libertà a Trieste, Panteca interviene: «La sicurezza non è un privilegio né un valore di parte»
Trieste, Panteca richiama istituzioni e volontariato: «Umanità e rispetto delle regole devono convivere»
Solidarietà, legalità e sicurezza devono essere garantite insieme. È la posizione espressa dal presidente del Consiglio comunale di Trieste, Francesco Panteca, che interviene sulle problematiche di piazza della Libertà e sul confronto che coinvolge istituzioni, realtà religiose e volontariato.
Nel suo intervento, Panteca chiede di affrontare la situazione con equilibrio e chiarezza, riconoscendo tanto la dignità delle persone in difficoltà quanto le preoccupazioni di chi vive e lavora in città. Il punto centrale è la ricerca di una risposta che tenga insieme assistenza, rispetto delle disposizioni e tutela della convivenza.
«La solidarietà è un valore, la legalità è un dovere e la sicurezza è un diritto», afferma.
«I cittadini non possono essere lasciati soli»
Panteca pone al centro della riflessione le condizioni della vita quotidiana e il diritto dei cittadini a ricevere risposte dalle istituzioni.
«Chi si trova in difficoltà ha diritto a essere trattato con umanità e, quando ne ricorrono i presupposti, a ricevere assistenza. Ma una comunità ha anche il diritto di pretendere legalità, ordine e sicurezza», scrive.
Il presidente del Consiglio comunale richiama quindi le preoccupazioni legate alla serenità di chi abita e lavora a Trieste: «I cittadini che vivono e lavorano a Trieste non possono essere lasciati soli di fronte a situazioni di degrado, tensioni o comportamenti che compromettono la serenità della vita quotidiana».
Una posizione che accompagna alla richiesta di rispettare sempre la dignità umana, senza che questo comporti, nella sua lettura, una rinuncia alle regole e alla coesione sociale.
La sicurezza come diritto di tutti
Per Panteca, il tema della sicurezza deve essere affrontato al di là delle appartenenze politiche.
«La sicurezza non è un privilegio e non è un valore di parte: è un diritto fondamentale di tutti», sottolinea.
Anche la solidarietà, aggiunge, dovrebbe contribuire a costruire risposte concrete, evitando di diventare un terreno di contrapposizione. L’aiuto alle persone in difficoltà viene quindi richiamato come un impegno da esercitare con responsabilità e nel rispetto delle leggi.
«Essere solidali non significa essere ingenui. Essere rigorosi nel pretendere il rispetto della legge non significa essere insensibili», afferma Panteca, indicando la necessità di coniugare umanità e responsabilità, diritti e doveri, accoglienza e legalità.
Il ruolo delle istituzioni e del volontariato
Nella riflessione del presidente del Consiglio comunale, ciascun soggetto coinvolto deve contribuire alla soluzione delle criticità rispettando il proprio ruolo.
Alle istituzioni Panteca attribuisce il dovere di intervenire con autorevolezza, garantire il controllo del territorio e far rispettare le regole.
Riconosce inoltre l’importanza del volontariato, precisando però che la sua attività deve svolgersi «in un quadro ordinato e rispettoso delle disposizioni vigenti».
Alle istituzioni religiose riconosce un contributo sul piano umano e sociale, attraverso il dialogo e la vicinanza a chi soffre. Il richiamo è dunque a una responsabilità condivisa, nella quale funzioni diverse concorrano a una risposta concreta.
«Non servono contrapposizioni ideologiche, ma neppure il silenzio o la sottovalutazione dei problemi. Servono responsabilità, fermezza e buon senso», scrive.
La storia di Trieste e il significato della convivenza
Panteca apre il proprio intervento ricordando Trieste come crocevia di popoli, culture, lingue e religioni, segnato da una storia complessa, ma capace anche di costruire occasioni di incontro.
È un patrimonio che, a suo giudizio, deve essere richiamato nella sua interezza: insieme ai valori dell’accoglienza, anche quelli del rispetto reciproco e della responsabilità verso la comunità.
«Una città non si dimostra solidale dimenticando i propri cittadini, così come non si dimostra sicura rinunciando ai propri valori umani», osserva.
Il riferimento alla storia cittadina diventa così parte della richiesta di un equilibrio tra l’attenzione alle fragilità e la tutela della vita collettiva.
«Nessun pregiudizio verso le persone»
La conclusione dell’intervento ribadisce la posizione di Panteca: accogliere chi ha diritto all’accoglienza, aiutare chi è in difficoltà e pretendere da tutti il rispetto delle regole.
«È questo l’equilibrio che considero fondamentale: nessun pregiudizio verso le persone, nessuna tolleranza verso l’illegalità e nessuna indifferenza verso le legittime preoccupazioni dei cittadini», afferma.
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